MILANO: PALAZZO MARINO E  LE SUE LEGGENDE DEL MISTERO

MILANO: PALAZZO MARINO E  LE SUE LEGGENDE DEL MISTERO

By Giuseppe

Edificato tra il 1557 e il 1563 dall’architetto Galeazzo Alessi, perugino, per il banchiere e mercante genovese Tommaso Marino quale residenza privata di lusso per celebrare la ricchezza e il prestigio del suo proprietario,

Recentemente è stata annunciata la conclusione dei lavori di restauro di Palazzo Marino, sede del Comune di Milano, durati 16 mesi con un costo di 2,3 milioni di euro interamente sostenuto dal gruppo Tod’s di Diego Della Valle.

 

 

A cura di ASSOEDILIZIA informa

I luoghi di Milano tra storia, leggenda e attualità

di Ben Sicchiero

PALAZZO MARINO E  LE SUE LEGGENDE  

di Ben Sicchiero

Recentemente è stata annunciata la conclusione dei lavori di restauro di Palazzo Marino, sede del Comune di Milano, durati 16 mesi con un costo di 2,3 milioni di euro interamente sostenuto dal gruppo Tod’s di Diego Della Valle. Rimosso il velo di polveri, riparate le infiltrazioni d’acqua, tornano, come si suol dire, allo splendore originario i fregi con motivi floreali, le metope cinquecentesche e i timpani, con la successione di teste d’erme, leoni e tori, simboli del casato.

Tommaso Marino

 

Edificato tra il 1557 e il 1563 dall’architetto Galeazzo Alessi, perugino, per il banchiere e mercante genovese Tommaso Marino quale residenza privata di lusso per celebrare la ricchezza e il prestigio del suo proprietario, all’epoca fu considerato molto innovativo (e anche controverso): i milanesi erano diffidenti verso uno stile così “moderno” e sfarzoso nel centro cittadino. 

Conclusione amara. Marino si godette ben poco la sontuosa magione: morì nel 1569.   Dopo la sua scomparsa, la famiglia cadde rapidamente in difficoltà economiche e perse il palazzo. 

Il 19 settembre 1861 Palazzo Marino diventa ufficialmente sede del Comune di Milano.   Da allora è il cuore politico della città, sede del sindaco e dell’amministrazione comunale. Due i più rilevanti interventi di ristrutturazione: alla fine dell’’800 con la nuova facciata su Piazza della Scala; e dopo la seconda guerra mondiale per riparare i danni provocati dai bombardamenti alleati.

Palazzo Marino ha rappresentato nei secoli ricchezza e potere, avendo ospitanto uffici statali e fiscali e figure di rilievo, tra cui funzionari napoleonici e austriaci. 

Ciò, e il fatto che tutt’oggi sia solo parzialmente aperto al pubblico (come tutte le sedi istituzionali), ha alimentato diverse storie “misteriose” tramandate nel tempo. Va detto subito che sono racconti popolari, parte del folklore milanese.  

Una tradizione racconta che Tommaso Marino, già molto avanti con gli anni e con una numerosa famiglia, si innamorò di una nobildonna veneziana, Ara. Per averla con sé a Milano avrebbe dovuto dimostrare la propria ricchezza costruendo una dimora straordinaria. Da ciò sarebbe nata l’idea del palazzo.

Meno romantiche ma non prive di un fascino “oscuro” altre storie.

Lo specchio che riflette presenze invisibili. Si dice che, in passato, alcune persone abbiano visto figure riflesse che non erano presenti nella stanza. Le apparizioni sarebbero state ombre o sagome in abiti d’epoca. Secondo la leggenda, lo specchio “tratterrebbe” immagini del passato. È una tipica leggenda legata ai palazzi storici, dove gli specchi diventano simboli di memoria e mistero.

La stanza chiusa. Una leggenda interna a Palazzo Marino parla di una stanza non utilizzata, chiusa da anni; da quando, durante un turno serale, un addetto alla sicurezza sentì dei colpi provenire dall’interno di una stanza. Pensando a un intruso, aprì la porta, ma la stanza era deserta. E c’era qualcosa di strano: la temperatura era molto più bassa rispetto al corridoio, una sedia era al centro del locale, e si sentiva un rumore leggero, come un respiro. Uscito dalla stanza, sentì distintamente tre colpi sulla porta… dall’interno. Da allora la stanza è rimasta chiusa.

Alcuni affermano che i fenomeni siano legati a Tommaso Marino che non ha goduto come voleva la sua magnifica residenza e il suo spirito è rimasto “legato” al palazzo. 

Come arrivarci con i mezzi pubblici: Metro M1, M3, M4; Tram 15, 27, 4; Bus 50, 57, 60, 65, 70.

Vedi altri articoli “I luoghi di Milano di Ben Sicchiero”(Clicca qui)

 

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