Quando lo “spreco” genera recupero

Quando lo “spreco” genera recupero

Si moltiplica l’adesione a Last Minute Market, il progetto per il riutilizzo di prodotti di ogni genere invenduti in mense, ipermercati e negozi ideato messo in campo dall’Università di
Bologna.

Da 15 anni in comunità non si compra un solo pezzo di pane: il regolare riutilizzo di quello invenduto da panettieri e supermercati, dà di che far succulenti scarpette ai 40 ragazzi
della struttura di recupero per tossicodipendenti di Modena “L’Angolo”. E quel che avanza, lo si porta ai coltivatori della zona per cavalli, cani, galline.
 
Una piccola economia sostenibile, che fa bene all’ambiente ma anche agli umani. Una buona prassi che diventa risparmio sonante, ma anche rispetto per cibo e materie prime. In comunità, la
strada del riscatto per i ragazzi, passa attraverso la filosofia del non buttar via nulla e del non generare altro scarto.

Don Giancarlo Suffritti, responsabile della struttura, aderendo all’iniziativa Last Minute Market,  
il progetto per il riutilizzo di prodotti di ogni genere invenduti in mense, ipermercati e negozi ideato da Andrea Segré, preside della facoltà di Agraria dell’Università di
Bologna, sta ottenendo risultati che giustificherebbero un cambiamento di rotta per tutte le organizzazioni similari d’Italia.  

 “I miei ospiti si recano negli ipermercati della zona un paio di volte la settimana – racconta Don Giancarlo-, portando via un bottino di 3 – 5 quintali di prodotti invenduti o a 20 giorni
dalla scadenza: verdure e frutta assortite, prodotti confezionati, pane. Qui in comunità si mangia -gratis-  radicchio trevigiano, a 7 euro al chilo, ogni giorno!”.

I pomodori finiscono nelle conserve, così come la frutta molto matura prende la strada della pentola per ottime marmellate. “I prodotti sono così abbondanti, che abbiamo il margine
per regalarne a chi ha bisogno qui in zona, anziani soli o persone con difficoltà economiche”

Un’attività che si traduce per la struttura, in un risparmio di 40 – 50 mila euro l’anno solo di prodotti alimentari.
“Soldi che riusciamo a reinvestire nell’attività della comunità per tutto ciò che serve ai nostri ospiti. Un fabbisogno che non finisce mai e che i finanziamenti pubblici non
riuscirebbero a coprire del tutto”.
Salvate dalla spazzatura, anche materie prime riciclabili, come il legno dei “pallets”, le piattaforme dei colli di merce, smontato e recuperato per chi ha bisogno di legna.  

Nella zona sono già 14 le strutture similari che hanno aderito a LMM. Una moltiplicazione di sensibilità, che rappresenta un successo per il suo ideatore: nei primi sei mesi del
2009 il progetto ha permessi il recupero di 145 tonnellate di cibo, 22.000 libri, 7.700 euro di farmaci, 23.000 di prodotti non alimentari, per 850.000 euro totali. Ogni giorno 70 pasti delle
mense vengono salvati dalla discarica.
“Il nostro obiettivo – ha spiegato Segrè-resta ridurre gli sprechi”.

Tutto a beneficio di 70 enti no profit dell’Emilia-Romagna. La Regione sostiene il progetto: dal 2006 ha dato 155.000 euro, per il 2009-10 ne ha previsti altri 55.000. Ma la ricaduta è
anche sul fronte occupazionale: Last Minute Market dà lavoro a 12 persone.
Le imprese hanno vantaggi.
“Oltre alla ‘pubblicita’ positiva – ha precisato Stefano Cavagna di Leclerc-Conad-, ci sono i minori costi di smaltimento dei rifiuti, il recupero dell’Iva dell’invenduto e il fatto che alcuni
enti assistenziali entrati in contatto con il supermercato per ritirare l’invenduto, hanno poi stipulato convenzioni di acquisto diventando a loro volta clienti”.   

Last Minute Market
www.lastminutemarket.org/
Comunità L’Angolo
www.comunita-angolo.it/index01.html

Paola Simonetti per Newsfood.com nutrimento‹nutri-MENTE

 

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