Puglia: Per un 2010 più dolce e generoso, ad Orsara regalano golosità

Puglia: Per un 2010 più dolce e generoso, ad Orsara regalano golosità

Orsara di Puglia – Se il 2009 è stato avaro di dolcezze, allora il 3 e il 6 gennaio non si può proprio mancare all’appuntamento con la degustazione gratuita dei dolci tipici
orsaresi. Grazie alla squisita (è il caso di dirlo…) disponibilità di 15 ristoratori del luogo, il Comune e la Proloco di Orsara di Puglia offrono un saporito benvenuto a
questo anno appena cominciato. L’appuntamento con dolcezze e golosità è alle 19, domenica 3 e mercoledì 6 gennaio, in Piazza Mazzini. Negli stessi giorni, dalle 18 alle 20,
sarà possibile compiere il percorso alla scoperta del presepe vivente.

La natività è inscenata all’interno di una grotta naturale, nella splendida cornice dell’Abbazia, in un percorso che – una volta varcato il cancello d’ingresso del complesso
monumentale – offre la rappresentazione delle diverse botteghe: da quella dell’oste a quella del fabbro, senza dimenticare il costruttore di cesti, il falegname, le massaie al lavoro e i pastori.
Imponente e soave, custode della fede cristiana ed esempio del genio dell’architettura sacra: l’ex Abbazia di Sant’Angelo, oggi detta “dell’Annunziata”, vive in questi giorni di nuovo
splendore.

Il restauro del complesso è ormai completato per quanto attiene alla splendida Chiesa dell’Angelo e al museo interno. Tra le sue mura, ascoltando le voci della storia di questo luogo, si
può avvertire ancora l’odore dell’incenso, il canto monodico gregoriano, lo sferragliare delle armature dei monaci-guerrieri di Calatrava, il canto dei pellegrini, la presenza di nobili
timorati e di vescovi prepotenti. Il vecchio monastero, l’ospizio per i pellegrini e la chiesa sono le prime e storiche costruzioni che appaiono alla vista di chi raggiunge Orsara dalla strada di
Troia. Da lontano, il complesso appare come perfettamente abbracciato dal verde e dagli alberi circostanti. Il complesso fu occupato prima dai Basiliani e poi dai Benedettini.

Nel 1228, il Sommo Pontefice Gregorio IX (1227-1241) chiamò dalla Spagna i Cavalieri dell’ordine di Calatrava, concedendo loro l’Abbazia, col compito di frenare l’azione dei Saraceni di
Federico II. La loro presenza durò fino al 1294, quando vennero chiamati dalla Casa madre spagnola per combattere i Mori. Orsara venne concessa al conte Cavaniglia e poi venduta nel 1524
al duca Giovanni Guevara per 16.000 ducati. Sarà questa nobile famiglia spagnola ad acquistare dal clero orsarese l’ex Abbazia. Vi dimorò stabilmente Francesco Guevara, un
ecclesiastico che la trasformò in parte ricavando un balconcino nell’adiacente Chiesa dell’Annunziata per poter assistere alle funzioni religiose.

Diverse saranno le rivendicazioni del clero orsarese per l’autonomia dell’Abbazia sino a quando, nel 1786, il vescovo G.G.Onorati (1777-1793), riuscì ad ottenere la concessione
dell’Abbazia, definitivamente sancita con un rescritto dell’11 maggio 1855. Nel tempo l’Abbazia ha subito trasformazioni, spoliazioni e usurpazioni, ma ha sempre conservato un enorme fascino e
oggi continua a custodire opere d’arte e testimonianze della storia di Orsara e della Capitanata.

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