PSR: forte preoccupazione del mondo agricolo piemontese

L’incertezza che circonda l’assetto definitivo del Programma regionale di sviluppo rurale 2007-2013, non meno dei tempi richiesti per la sua definitiva approvazione, è motivo di forte
preoccupazione per Confagricoltura Piemonte, che teme inoltre che un atteggiamento di completa acquiescenza alle osservazioni formulate dalla Commissione europea sul documento inviato a
Bruxelles possa portare a definire strategie e interventi difficilmente adattabili alla realtà agricola piemontese.

“Ci preoccupa in particolare – si legge in una nota inviata all’assessore all’Agricoltura, Mino Taricco, dal presidente di Confagricoltura Piemonte, Ezio Veggia – l’ennesima contrazione dei
premi per le azioni agroambientali, che vanno a deludere le attese dei soggetti che hanno aderito a questi interventi nel corso del 2007”. Sempre in relazione al secondo asse del Psr, Veggia
manifesta poi perplessità sulla soppressione di alcune importanti azioni che erano state concepite per attutire le ricadute dei nuovi e più stringenti impegni che la direttiva
nitrati comporta a carico degli agricoltori. Sull’asse della competitività “ci sembra di rinvenire – scrive Veggia a Taricco – un’inattesa inversione di tendenza volta a restringere il
sostegno per le energie rinnovabili al solo settore del biogas”. Preoccupante, secondo Veggia, appare anche l’esclusione del trascinamento degli incentivi contemplati dal vecchio Psr a
beneficio degli imprenditori che hanno effettuato investimenti aziendali, risultati poi privi di copertura per mancanza di fondi. Dinnanzi al deludente scenario che si va profilando, Veggia
sollecita la Regione “a reagire con rinnovato impegno, al quale Confagricoltura Piemonte è come sempre disponibile a fornire il proprio apporto, al fine di scongiurare il rischio che il
nuovo Psr veda compromessa quella sua funzione di potente leva per lo sviluppo della competitività delle imprese, che è invece essenziale in un momento in cui molti segmenti della
nostra agricoltura accusano forti difficoltà di mercato”.

In chiusura del suo scritto, Veggia non tralascia di accennare alla profonda insoddisfazione del mondo agricolo per l’inefficienza che ha contraddistinto la gestione di un significativo numero
di domande Psr e Pac, relative agli anni 2005 e 2006, risultate viziate da anomalie, la cui risoluzione ha richiesto tempi esageratamente lunghi, con inevitabili pesanti ritardi nei pagamenti a
favore dei beneficiari.

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