Sviluppo rurale, 60 milioni per l'industria agroalimentare Toscana

Firenze, 16 Ottobre 2007 – 60 milioni di euro, a tanto ammontano i fondi che potranno essere utilizzati nei prossimi sette anni per sostenere l’industria agroalimentare grazie al nuovo
piano di sviluppo rurale, lo ha annunciato l’assessore regionale all’agricoltura Susanna Cenni nel corso di una riunione con i vertici toscani di Confindustria nella quale si è fatto il
punto sulle misure contenute nel nuovo piano di sviluppo rurale e negli altri strumenti di aiuto comunitari.

“Più opportunità, più sviluppo, più spinta al coordinamento delle filiere produttive: ecco ciò che prevede il nuovo piano di sviluppo rurale per l’industria
agroalimentare” ha detto Susanna Cenni, presente all’incontro insieme al collega alle attività produttive Ambrogio Brenna che ha aggiunto: «L’integrazione tra le varie
programmazioni regionali permetterà inoltre, alle imprese del settore, di ottenere ulteriori risorse per la ricerca industriale grazie ai fondi europei del POR CReO.»

“I dati – ha continuato Susanna cenni – sono lampanti: le risorse pubbliche dai 26 milioni del precedente piano sono passate a 60 e potranno attivare una mole di investimenti anche tre volte
superiore. E mi preme sottolineare che per la prima volta il piano prevede una misura ad hoc per favorire l’organizzazione e il coordinamento di tutta la filiera produttiva (dalla produzione
alla trasformazione sino alla distribuzione) al fine di favorire la competitività complessiva del sistema, con contributi fino al 70% dell’investimento previsto. E’ una spinta propulsiva
che, mi auguro, potrà favorire quella capacità di fare sistema che è necessaria per la presenza sui mercati di molti dei nostri prodotti. Allo stesso tempo invito tutto il
comparto ad un atteggiamento costruttivo dentro agli accordi di filiera, per consentire di valorizzare le produzioni toscane”.

Delle due misure citate dall’assessore, la prima, intitolata ‘Accrescimento del valore aggiunto dei prodotti agricoli e forestali’ mette a disposizione 50 milioni di euro di risorse per
investimenti volti a migliorare il rendimento delle aziende attraverso introduzione di nuove tecnologie, la diversificazione delle produzioni o lo sviluppo di attività di
commercializzazione, a migliorare la qualità delle produzioni, a investire sulla sicurezza del lavoro o ancora a puntare su azioni ambientali (risparmio energetico o idrico, utilizzo di
fonti rinnovabili). Per partecipare a questa misura occorrerà che l’azienda agroalimentare mantenga un legame con i produttori agricoli e forestali di base (e quindi che vi sia una
connessione col territorio). Il sostegno concesso arriverà fino al 40% del valore dell’investimento. Salirà invece fino al 70% il finanziamento per l’altra misura dedicata al
rafforzamento delle filiere produttive, una misura pensata soprattutto per il settore della zootecnia, ma anche per il florovivaismo e che sarà dotata di un budget di 10 milioni. Ma
oltrechè di finanziamenti, nel corso della riunione con Confindustria si è discusso anche dei rapporti tra l’industria alimentare e il comparto agricolo. “Ho proposto a
Confindustria di concordare con il mondo agricolo dieci temi su cui sviluppare insieme la discussione – ha spiegato l’assessore. Questo decalogo strategico servirà per trovare punti di
intesa sulle materie che tutte le parti considerano prioritarie”.

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