PROSECCO… UNESCO… BENE MA… ATTENZIONE ALLE SCELTE

PROSECCO…  UNESCO… BENE MA…  ATTENZIONE ALLE SCELTE

 

ANCORA SUL PROSECCO UNESCO MA ATTENZIONE ALLE SCELTE
Milano, 12 luglio 2019
COLLINE DEL PROSECCO O COLLINE DI VALDOBBIADENE CONEGLIANO O COLLI…
ALTAMARCA NEL 2005 AVEVA LANCIATO IL PROGETTO CULTURA-COLTURA DEL DISTRETTO PRODUTTIVO TURISTICO
E’ FONDAMENTALE QUALE PIANO STRATEGICO VERRA’ DECISO, E CHI LO GESTIRA’
Interessante il commento e i consigli che Fabio Piccoli, grande giornalista del vino -sua vera vocazione professionale- e della vecchia guardia, lancia in questi giorni su  WineMeridian, https://www.winemeridian.com/news_it/come_il_prosecco_pu_sfruttare_l_unesco__3303.html , testata fra le pochissime autorevoli nel panorama ampio etereo e evanescente dell’online of wine,  soprattutto al presidente, ai consiglieri del consorzio docg, ai sindaci dei 15 comuni.
In un certo senso mi riempie di orgoglio. Siamo tutti felici del successo del dossier no.2 della candidatura, felicissimi per i bravi produttori di Valdobbiadene, Conegliano, Saccol ecc…, ma c’è anche un mondo della ristorazione, dell’agroalimentare, delle piccole produzioni locali, di agriturismi, di luoghi eccezionali che meritano di essere inseriti a pieno titolo, se non a primo titolo, nel successo del riconoscimento Unesco come sito reale da mantenere, da valorizzare, da promuovere.
Ricordo che già nel 2005-2006 a villa dei Cedri, presente il Governatore Zaia, due convegni nell’ambito del Forum Spumanti d’Italia lanciarono e avviarono il progetto-programma dell’Altamarca-Colline del Prosecco e poi Colline del Veneto per l’allargamento ai 35 comuni della pedemontana trevigiana.
Altamarca (e poi il GalAltamarca www.altamarca.it ) furono capisaldi di un progetto dedicato alla coltura-cultura del territorio: un distretto produttivo tematico paesaggistico culturale turistico “sui generis” , “ genius loci” e “modus in rebus” come allora alcuni colleghi docenti mi aiutarono a definire, spiegare, tracciare mentre ero direttore dell’Altamarca. Certo poi “tutti” pensarono in grande, pensarono di come salvaguardare, sfruttare, promuovere un patrimonio reale che dal nulla divenne un sito di alta qualità, attrazione.
Ricordo il traguardo dei 400.000 turisti toccati negli anni 2012-2013 di cui ben il 75% stranieri, grazie anche alle tradizionali, antiche, domestiche, ospitali 15 rassegne enogastronomiche denominate “Primavere del Prosecco” con i volontari delle Proloco a lavorare e a ricordare come dalla carestia, dalla prima guerra mondiale devastante e dapauperante, dal sudore delle popolazioni rimaste fedeli a un territorio scarno, dalle damigiane, dai boschi incolti, dalle castagne, dalle pecore, dai vari “casei”, da qualche borgo antico intatto, da qualche palazzo e convento … in meno di 100 anni “gli uomini e le donne” portarono all’odierno riconoscimento planetario.
Ma attenzione l’Unesco è solo un punto di partenza: l’esempio  dei 250 attori eterogenei affiatati e convinti, tutti i comuni e tante imprese private fondamentali, importanti rappresentative aderenti al consorzio Altamarca che è stato abbandonato per mancanza di testa, progetto, soldi, volontà… deve far riflettere tutti.
Il vino nell’Unesco centra, ma solo marginalmente, più importanti sono le imprese, i siti, i luoghi, gli ambienti, la cultura e coltura del paesaggio agrario che diventa attrazione, meta, destinazione turistica perché unisce dinamicità-lentezza, natura-piccola impresa, ospitalità-qualità, storia-passione, vita-vite di famiglie e uomini.
Un grazie va sicuramente rivolto anche a pionieri come Carpenè, i vari Bortolomiol, i Bisol, Adami, Ruggeri, Bortolotti, Agostinetto, Geronazzo, Brunoro… che sudarono realmente. Che le “Colline di Valdobbiadene e Conegliano” non facciano la fine di qualche altro sito o luogo già insignito in Italia … quasi dimenticato.
A parte i convenevoli, Piccoli ha ragione. Questo riconoscimento vale di più della parola Prosecco, di Superiore, di Docg, di Rive e, domanda,  come può essere un forte capitale fondativo da mettere a frutto per questo angolo del Veneto, dell’Altamarca, della Pedemontana prima che si sciolga, si annacqui, diventi di tutti e di nessuno? Il Consorzio Altamarca aveva già puntato ad un “sistema diffuso” dove ogni attore faceva squadra, ragionava non da solo, investiva in modo collettivo su un modello, un linguaggio, una strategia comune… due obiettivi certi sono sufficienti. Il Gal Altamarca è una eredità significativa, già esistente, già con alcuni comitati legati al paesaggio, alla cultura…occorre qualcuno che sappia anche di territorio, di distretto, di neuroimprenditoria, di turismo agrario-territoriale. Non esiste chi è nato imparato!
Il termine “Prosecco” dà vantaggi, ma va dosato, misurato, spiegato a volte anche abbandonato, non per invidia banale e provinciale di qualche altro territorio limitrofo enoico, ma perchè  è l’occasione unica di intervenire con un piccolo gruppo di iniziative che “differenziano” questo angolo da tutto il resto: è qui che le bollicine top metodo italiano sono nate, è qui che il meglio del meglio effervescente&spumeggiante si produce.
Oggi anche la globalizzazione va alla ricerca di “segmenti”. L’importante è che la “fotografia” di questo distretto sia unica, unitaria, identitaria, identificabile nel mondo. La docg è un documento interno di certificazione, la tutela è strumento vitale della qualità, ma il brand-territorio e l’insieme delle attrazioni-produzioni diventano il motore forte sia nella realtà dei fatti che nella virtualità digitale. Un insieme di piccole cose uniche, percorsi, escursioni e un “legame emotivo” fra offerta e domanda sarà la scommessa vera del successo del riconoscimento Unesco che deve fare alzare sempre, in ogni attore e settore, l’asticella dell’alto valore e dell’alto profilo. Vediamo ora che coraggio hanno i diretti interessati e quale “vertice e apicale” sceglieranno per gestire un progetto strategico di almeno 10 anni

 

Giampietro Comolli

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Giampietro Comolli
Economista Agronomo Enologo Giornalista
Libero Docente Distretti Produttivi-Turistici

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Editorialista Newsfood.com
Economia, Food&Beverage, Gusturismo
Curatore Rubrica Discovering in libertà
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