Prezzi: Coldiretti, arriva un autunno “caldo” per cibo e lavoro

Nonostante il clima l’autunno sarà “caldo” sopratutto per l’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari (25 per cento) che insieme ai problemi legati
al lavoro e all’occupazione (25 per cento) sono considerati la principale fonte di preoccupazione. E’ quanto emerge dai risultati di un sondaggio on line del sito
www.coldiretti.it resi noti in occasione del cambio di stagione con l’inizio dell’autunno. Tra le paure emergono inoltre – sottolinea la Coldiretti – l’andamento dei
prezzi del petrolio e i costi del carburante e dell’energia (21 per cento), l’incremento dei mutui e degli affitti (16 per cento) ed anche i rischi di conflitti
internazionali o di una guerra fredda tra potenze (13 per cento), probabilmente anche per effetto del braccio di ferro tra Nato e Russia sulla Georgia.

Le preoccupazioni sull’andamento dei prezzi dei prodotti alimentari fotografano la realtà dei fatti poiché l’arrivo dell’autunno, che astronomicamente
prende il via il 23 settembre, è tradizionalmente l’occasione per il ritocco dei listini che costerà per i soli alimentari e per l’intero nel 2008 un cifra
aggiuntiva di 8 miliardi di euro in piu’ rispetto agli importi spesi lo scorso anno, secondo una elaborazione della Coldiretti sul base del rapporto Ref per Ancc- Coop.

Per l’acquisto di pane, pasta e derivati dei cereali, che hanno evidenziano il più elevato tasso di aumento dei prezzi verranno spesi dalle famiglie – sottolinea la Coldiretti –
3,4 miliardi in piu’, 1,5 miliardi per latte, formaggi e uova mentre “solo” un miliardo per la carne. A fronte della maggiore spesa rimangono invariate le quantità
acquistate anche se si sono verificate variazioni nella composizione della spesa con piu’ pollo e meno bistecche: si sono ridotti i consumi di pane (- 2,5 per cento), carne bovina (-
3,0 per cento) frutta (- 2,6 per cento) e ortaggi (- 0,8 per cento), tornano a salire quelli di pasta ( 1,4 per cento), latte e derivati ( 1,4 per cento) e fa segnare un vero boom la
carne di pollo ( 6,6 per cento), secondo i dati Ismea Ac Nielsen relativi al primo semestre del 2008.

Con l’arrivo dei nuovi listini insieme all’aumento dei prezzi è a rischio anche la qualità dei prodotti alimentari in vendita piu’ comuni con la sostituzione nelle ricette
degli ingredienti tradizionali con quelli meno costosi, come dimostra il fatto che si registra un forte aumento delle vendite mondiale di sottoprodotti, surrogati e aromi artificiali
utilizzati per mascherare la scarsa qualita’ degli ingredienti impiegati nei prodotti alimentari. La multinazionale Cargill – precisa la Coldiretti – ha reso noto un forte aumento delle
proprie vendite mondiali di surrogati destinati a sostituire il latte in gelati, formaggi, yogurt e bevande mentre la NutraCea sottolinea la crescita nella vendita di sottoprodotti del
riso una volta utilizzati solamente per l’alimentazione animale, secondo il Wall Street Journal. La preoccupazione – sottolinea la Coldiretti – riguarda direttamente l’Italia dove
è in atto una invasione di nocciole turche destinate all’industria dolciaria e del cioccolato che stanno togliendo spazio a quelle Made in Italy e si registra un vero boom del
miele proveniente dall’Argentina le cui importazioni sono aumentate del 47 nei primo quadrimestre del 2008. C’è il rischio concreto – continua la Coldiretti – che in sughi, pizze
e negli altri piatti tradizionali il concentrato di pomodoro cinese, l’extravergine tunisino, le mozzarelle taroccate ottenute da latte in polvere, paste fuse e cagliate proveniente
dall’estero e carni di seconda scelta (ad esempio ali di pollo al posto delle cosce). Fra le tante strade da percorrere per contenere i prezzi quella di tagliare sulla
qualità è l’unica da evitare perché inganna i consumatori sul reale contenuto dei prodotti acquistati e mette a rischio le caratteristiche degli alimenti che si
mettono in tavola ogni giorno” afferma la Coldiretti. In queste condizioni – conclude la Coldiretti – è evidente l’importanza di attivare sistemi di controllo ma anche di
promuovere un sistema trasparente di etichettatura degli alimenti che preveda l’indicazione di provenienza e le caratteristiche qualitative per evitare inganni al consumato

L’AUTUNNO CALDO TI PREOCCUPA MAGGIORMENTE PER
PERCENTUALE

L’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari 25
I problemi legati al lavoro e all’occupazione 25
L’andamento dei prezzi del petrolio e i costi dei carburanti e dell’energia 21
L’incremento dei costi dei mutui o degli affitti 16
I rischi di conflitti internazionali o di una guerra fredda tra potenze 13
Fonte: sondaggio on line sul sito www.coldiretti.it

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