Prato: La Guardia di Finanza spezza il traffico illegale di cuccioli di cane

Prato – “Questo nuova brillante operazione della Guardia di Finanza di Prato conferma purtroppo la gravità delle illegalità commesse nel settore
dell’importazione e della vendita di cuccioli di cane, a tutto danno dei piccoli animali che rischiano la vita”, dichiara Ilaria Innocenti del settore Cani e Gatti della
LAV, a commento della notizia del sequestro di 20 cuccioli di cane, tutti in precarie condizioni di salute, operato dalla Guardia di Finanza di Prato nel corso di un’indagine che
riguarderebbe centinaia di cuccioli, allevatori, commercianti e un veterinario.

Lo scorso mese di dicembre la LAV ha ottenuto dal Ministro degli Affari Esteri Franco Frattini e dal Sottosegretario alla Salute Francesca Martini, importanti impegni per contrastare
questo squallido commercio illegale: in particolare, nel Disegno di Legge di ratifica ed esecuzione della Convenzione del Consiglio d’Europa per la protezione degli animali da compagnia
(firmata dal nostro Paese nel 1987, ma mai recepita) sarà inserito il reato di traffico di animali da compagnia al fine di perseguire chi, in maniera organizzata, clandestina e
priva di documentazione, introduce e commercia cuccioli dall’Est nel nostro Paese.

A livello europeo il Ministro Frattini ha prontamente chiesto alla Commissaria Europea alla Salute Androulla Vassiliou un intervento di armonizzazione delle norme che riguardano questa
materia, la revisione degli standard dei microchip che renda possibile la completa e sicura tracciabilità degli stessi, l’adozione di misure che intervengano sulle pratiche
di allevamento degli animali da compagnia, la definizione di rigorosi protocolli armonizzati a livello comunitario per tutte le patologie che rappresentano cause di morte per gli
animali.

“Proprio per favorire l’attuazione di questi importanti impegni, per informare e invitare i cittadini a non acquistare cani o gatti, preferendo sempre l’adozione da un
canile, sabato 21 e domenica 22 marzo e anche nel fine settimana successivo del 28 e 29 marzo, la LAV sarà presente con centinaia di tavoli informativi nelle piazze delle
principali città d’Italia”, continua Ilaria Innocenti.

Presso i tavoli della LAV (www.lav.it) i cittadini potranno firmare la petizione con cui l’associazione chiede una serie di provvedimenti: una moratoria sugli ingressi di cani e
gatti dai Paesi dell’Est Europa, il divieto d’ingresso di cuccioli sprovvisti di vaccinazioni contro le patologie più comuni, leggi nazionali per fermare il fenomeno
e misure di controllo più efficaci. La petizione domanda anche l’introduzione del passaporto europeo come unico documento di riconoscimento, l’istituzione
dell’anagrafe felina e nuove ipotesi di reato legate alla mancanza o alla falsificazione dei passaporti, all’introduzione e alla vendita di animali malati che prevedano
aspre sanzioni penali e l’interdizione dell’attività di commercio.

La tratta dei cuccioli coinvolge ogni anno migliaia di cani e gatti, provenienti dai Paesi dell’Est, in particolare da Ungheria, Slovacchia, Polonia, Romania, Repubblica Ceca,
importati in modo truffaldino falsificando i documenti, precocemente strappati alle cure delle loro madri costrette a continue gravidanze, sottoposti a infernali viaggi e imbottiti di
farmaci per farli sembrare sani all’acquirente. La mortalità dei cuccioli nella fase che va dal trasporto ai primi mesi dopo l’arrivo in Italia raggiunge il 50%. La
carenza di controlli sanitari e la violazione della normativa in materia di vaccinazione (es. vaccinazione antirabbica) comportano elevati rischi sanitari per l’Italia. Il valore
di mercato di un cucciolo importato dall’Est (soprattutto Carlini, Jack Russell, West Highland, ecc.) e spacciato per italiano falsificando i documenti può aumentare fino a
20 volte, con un giro d’affari annuo stimato in 300 milioni di euro.

Leggi Anche
Scrivi un commento