Pomodori convenienti? Attenzione allo sfruttamento degli immigrati

Pomodori convenienti? Attenzione allo sfruttamento degli immigrati

Ginevra – Combattere lo sfruttamento degli immigrati ed il traffico di manodopera a basso costo facendo leva sulla mobilitazione dei consumatori europei: è questa la scommessa
dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) che ha lanciato la campagna “Buy responsibly” (Comprare in modo responsabile) per invitare la gente ad informarsi e a scrivere ai
piccoli e ai grandi distributori della vendita al dettaglio per chiedere “cosa si nasconde dietro ai prodotti che compriamo”. E cioé spesso una situazione che gli organizzatori
dell’iniziativa ritengono sia di vera e propria tratta di esseri umani.     

“Da troppo tempo pensiamo che povertà e discriminazione sono le cause profonde del traffico di esseri umani e che sono questi i fronti da attaccare, ma si tratta di una lettura un po’
rapida”, ha affermato il Direttore generale dell’Oim William Lacy Swing.

“Il traffico di esseri umani è semplicemente motivato dalla domanda di manodopera e di prodotti a prezzi eccessivamente a buon mercato  provenienti da tutte le regioni del mondo”, ha
aggiunto facendo eco allo spot e al manifesto della campagna illustrata da tre vittime dello sfruttamento prigioniere dietro le “sbarre” di un carrello della spesa capovolto. “Sono rinchiusi
là dentro per raccogliere i pomodori che compriamo”, afferma il video.   

Finora – spiega l’Oim – le misure internazionali di lotta alla tratta di esseri umani si sono concentrate sulla prevenzione e l’assistenza alle vittime trascurando la questione altrettanto
importante della domanda. “In alcuni settori economici, come l’edilizia e l’agricoltura, la crescita e i benefici dipendono dalla manodopera irregolare a buon mercato”, ha detto Swing.

“Questo non è accettabile. Consumatori e imprese devono modificare la loro mentalità e le loro pratiche”, ha aggiunto. Secondo stime citate dall’Oim, il numero di lavoratori forzati
o in condizioni di sfruttamento, anche sessuale è di circa 12,3 milioni nel mondo. 
L’Oim ritiene che i consumatori hanno un importante ruolo da svolgere per contrastare il fenomeno. 

La campagna include un messaggio video che sarà presto diffuso su alcuni canali televisivi ed un sito internet, www.buyresposibly.org. E’ possibile trovarvi maggiori informazioni e
modelli di lettere (in più lingue ma non in italiano) da inviare a supermercati e negozi. Non è una campagna per boicottare questo o quel prodotto, ma per spingere la gente ad
informarsi e a comprare in modo responsabile, spiega l’Oim.

Ansa.it per NEWSFOOD.com

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