Pomì a CIBUS, visita di De Castro

Ieri, 5 maggio 2008, nel primo giorno di Cibus, il ministro delle Politiche agricole Paolo De Castro non ha voluto mancare, durante la sua visita istituzionale, allo stand di Pomì, per
salutare il ritorno di un grande marchio del settore agro-alimentare sul palcoscenico del food internazionale.

Insieme al ministro anche il direttore esecutivo di Efsa Catherine Geslain-Lanéelle e la massima autorità cittadina, il sindaco di Parma Pietro Vignali, che sono stati accolti
calorosamente dal presidente di Boschi Food & Beverage Marco Crotti e dall’amministratore delegato Costantino Vaia.

L’appuntamento principale della giornata è stato la presentazione dei risultati emersi dalla ricerca promossa da Pomì e svolta da Interactive Market Research: «Il valore di
un’agricoltura sostenibile e della genuinità del prodotto nella percezione del consumatore».
L’importanza dei temi trattati ha acceso l’interesse dell’intero comparto agro-alimentare richiamando le massime autorità regionali e nazionali del settore. Erano presenti, oltre agli
esponenti delle province del Distretto del Pomodoro e dei dirigenti del servizio agricoltura dell’Emilia Romagna, le associazioni di categoria del settore primario.

Dalla ricerca emerge il desiderio di prodotti naturali, senza coloranti o conservanti e, soprattutto, senza OGM, evidenziando una continua ricerca di genuinità capace di soddisfare un
crescente bisogno di sicurezza.
L’acceso dibattito sulla questione OGM è ancora oggetto di conoscenza molto approssimativa da parte del consumatore, che in percentuale elevata (30%) non è in grado di assegnare
all’acronimo il giusto significato. Il 54,8% si dichiara sfavorevole e contrario alla diffusione di OGM, per motivi legati all’impatto ambientale e sull’uomo.

Le caratteristiche principali per la qualità di una passata sono, per il consumatore, delineate con grande precisione: senza coloranti al 100% (88,8%), con confezione che garantisce la
qualità del prodotto (88,4%), con pomodori lavorati freschi (89%), senza conservanti al 100% (87,1%).
Pomì è una passata in grado di garantire già oggi queste caratteristiche, che sono alla base dei suoi valori fondamentali di prodotto.

Il focus principale della ricerca di Interactive Market Research riguarda il concetto di filiera completamente tracciata e controllata, altro punto di forza della passata Pomì.
Il consumatore conferma nelle risposte un atteggiamento positivo verso il tema: il 71,7% degli intervistati assegna un valore concretamente misurabile ai prodotti con filiera controllata.
Un risultato significativo, che stimola Pomì nel proseguire la scelta di un controllo totale, dal seme allo scaffale.

L’agricoltura sostenibile è l’argomento di più grande attualità affrontato dalla ricerca. Pur essendo ancora poco approfondito dai consumatori, risulta essere una tematica
capace di attrarre l’attenzione degli intervistati che nel 52,7% dei casi sono disposti a sostenere un prezzo del 40/45% mediamente superiore per l’acquisto del prodotto.

Marco Crotti, presidente di Boschi Food & Beverage, ha sottolineato, nel suo intervento, la convinzione dell’azienda nel proseguire nella direzione intrapresa, che rende Pomì
l’espressione di un territorio che orienta la propria produzione agricola verso livelli di eccellenza.
Nelle parole del presidente è emersa l’attenzione per la situazione attuale del settore del pomodoro: «Siamo in un momento storico importante e delicato che ci presenta una sfida
che vogliamo accettare. La Comunità Europea attraverso l’OCM ha scelto di aprire il mercato togliendo i vincoli legati al tipo di produzione agricola ed eliminando i contributi destinati
esclusivamente alla produzione del pomodoro».
«Noi possiamo rispondere con l’esperienza, la tradizione, l’organizzazione che da sempre distinguono il nostro distretto e di cui Pomì è il brand di
riferimento».
«Sarebbe necessaria una crescente attenzione, da parte delle istituzioni nazionali e comunitarie, sulle normative di trasparenza che regolano il mercato dei derivati del pomodoro, il
terzo segmento agro-alimentare più importante per l’export. L’obiettivo fondamentale dovrebbe essere un’educazione al consumo, basata sulle garanzie di prodotto e sulla promozione del
Made in Italy, oggi in crisi nel nostro settore».

Il convegno ha visto anche l’intervento di Pier Luigi Ferrari, vicepresidente della Provincia di Parma e presidente dell’associazione Distretto del Pomodoro da industria, che ha parlato
dell’importanza del brand Pomì come veicolo per dare identità ad un territorio capace di esprimere una filiera agro-industriale che fa della sostenibilità il proprio valore
fondante.

Ha proseguito Costantino Vaia, amministratore delegato di Boschi Food & Beverage, parlando dell’importanza di mantenere standard di eccellenza nella tecnologia di trasformazione del
pomodoro e delle strategie dell’azienda per il futuro: «Vogliamo proseguire nelle scelte forti che abbiamo intrapreso, perché Pomì deve esprimere la qualità del
nostro territorio. Continueremo negli investimenti in tecnologia e ricerca e sviluppo per dare al consumatore finale un prodotto dalle caratteristiche genuine e sane, nel rispetto delle
proprietà organolettiche proprie della materia prima».

Pomì torna a fare parlare di sé a Cibus 2008, con temi importanti e carichi di interesse per l’intero settore agro-industriale.

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