“PIEMONTE&SAHEL” il bilancio di dieci anni di cooperazione

Piemonte, 21 Novembre 2007 – Oltre 350 progetti che hanno coinvolto circa 800 soggetti piemontesi e 400 partner africani, 13 milioni di euro stanziati dalla Regione Piemonte, per un
investimento complessivo di 25 milioni: è il bilancio di dieci anni del programma per la sicurezza alimentare e la lotta alla povertà in Sahel e Africa Occidentale tracciato
questa mattina nel corso del convegno “Piemonte & Sahel: insieme per lo sviluppo”.

La presidente della Giunta regionale, Mercedes Bresso, e il presidente del Consiglio, Davide Gariglio, hanno accolto al Centro Congressi i presidenti della Repubblica di Capo Verde e della
Regione senegalese di Lounga, Pedro Rodrigues Pires e Moustapha Ndiaye, il ministro dello Sviluppo agricolo del Niger, Mahman Moussa, e il ministro dell’Ambiente del Burkina Faso, Laurent
Sedevo, per un confronto sui progetti finora realizzati e le prospettive future.
“In dieci anni – ha detto la presidente Bresso – siamo riusciti a realizzare progetti importanti e soprattutto a far crescere una nuova cultura dello sviluppo e delle relazioni interculturali.
La mostra “Piemonte&Sahel” che invito tutti a visitare è significativa della rete di relazioni createsi nel tempo tra il nostro territorio e quello saheliano. Fondamentale in questo
processo è stata la collaborazione degli enti locali, ma anche dell’Università, del sistema sanitario e delle Ong che si occupano di cooperazione.

La lotta alla fame e alla povertà in Africa – ha aggiunto Bresso – è una priorità riconosciuta dal Governo italiano, che ha intenzione di porre la questione dell’agenda
africana al centro del prossimo G8″.
Il presidente del Consiglio Davide Gariglio ha sottolineato come “la decennale collaborazione tra Piemonte e Sahel è la dimostrazione che quello piemontese non è un intervento
spot ma un impegno a medio e lungo termine. L’Africa deve essere vista non più solo come un continente richiedente aiuti, ma come partner importante in ambiti strategici,
dall’agricoltura allo sviluppo delle risorse energetiche”.

Attivato nel 1997 – in seguito al vertice FAO di Roma dell’anno precedente – per decisione unanime della Giunta e del Consiglio regionale, il programma di cooperazione decentrata coinvolge in
tutto otto paesi dell’area saheliana e dell’Africa occidentale: ai primi quattro Stati – Burkina Faso, Senegal, Mali e Niger – nel 2004 si sono aggiunti Capo Verde, Benin, Mauritania e Costa
D’Avorio. La scelta di quest’area è il risultato di uno studio approfondito svolto dalla LVIA, Ong piemontese, che ha preso in considerazione gli indici di sviluppo umano, la situazione
di povertà e di insicurezza alimentare e i rapporti già esistenti con il territorio piemontese. In questi dieci anni il programma ha dato particolare importanza ai parternariati
territoriali, ha favorito le relazioni tra autonomie locali piemontesi e istituzioni locali africane per la realizzazione di progetti comuni ed ha sostenuto le attività di Ong, enti
pubblici e associazioni piemontesi che già operavano nel campo della cooperazione, puntando anche al coinvolgimento di nuovi attori della società civile.

Gli interventi realizzati riguardano diversi settori (ambiente, risorse idriche, agricoltura, zootecnia, formazione, sviluppo locale, educazione alimentare e rafforzamento istituzionale) e
mirano a garantire la sicurezza alimentare attraverso ricadute dirette sulla popolazione beneficiaria per migliorarne le condizioni di vita.
Il convegno è stato anche l’occasione per tracciare le linee guida della cooperazione nei prossimi anni: “È fondamentale – ha precisato Bresso – imparare a valutare meglio le
reali esigenze di ciascun Paese coinvolgendo di più i partner africani, e migliorare la comunicazione su quanto viene realizzato per allargare la partecipazione ai progetti. Filo
d’unione di tutte le politiche di sviluppo è la formazione, senza dimenticare le nuove tecnologie: nel nuovo millennio non possiamo permettere che l’Africa resti indietro anche in questo
settore”.

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