Piemonte e Bosnia uniti contro il cancro

Torino – Alla presenza dell’assessore regionale alle politiche territoriali, Sergio Conti, e del direttore dell’azienda sanitaria ospedaliera «San Giovanni Battista –
Molinette» di Torino, Giuseppe Galanzino, è stato inaugurato questa mattina presso l’ospedale di Zenica, in Bosnia, il nuovo polo oncologico, funzionalmente collegato alla Rete del
Piemonte e Valle d’Aosta.

Si tratta del primo servizio ospedaliero per la cura dei tumori presente nel cantone di Zenica-Doboj, la cui realizzazione è stata possibile grazie all’impegno della Regione Piemonte,
della Compagnia di San Paolo, che ha finanziato i lavori di ristrutturazione dell’edificio, e della Fondazione CRT, che ha sostenuto l’attività di formazione degli operatori locali.

«Il nostro legame con la Bosnia – spiega l’assessore Conti – è venuto crescendo e consolidandosi nel corso degli anni, a partire dal 1995, con le prime iniziative
umanitarie e di assistenza postbellica avviate nella regione. Questa collaborazione ha portato poi nel 1997 alla stipula di un protocollo di cooperazione e partenariato con il Cantone di
Zenica-Doboj, rivolto al sostegno della ripresa socio-economica e di altri interventi nell’area dopo il conflitto. Successivamente, nel dicembre 2003, la Regione Piemonte ed il ministero degli
Affari esteri hanno sottoscritto un accordo, attraverso il quale sono state finanziate iniziative di cooperazione internazionale nei Balcani».

Dal punto di vista strettamente sanitario, inoltre, già nel 2002, presso la cittadina di Breza, la Rete oncologica piemontese aveva dato avvio ad un programma di screening dei tumori al
collo dell’utero, dal cui esito positivo ha avuto origine l’idea, formalizzata nell’ambito di un ulteriore protocollo d’intesa siglato nel 2004, di estendere il progetto di prevenzione a tutte
le 12 municipalità del cantone di Zenica-Doboj e di dotare il territorio di un Centro per la cura dei tumori.

Da allora sono trascorsi tre anni di intenso lavoro comune, con incontri, progettazioni, verifiche, formazione e tutoraggio, che hanno portato alla creazione di questo nuovo servizio, che
potrà contare su posti letto di ricovero ordinario e di day hospital, nonché di spazi dedicati all’attività ambulatoriale.

«L’iter formativo dei medici e degli infermieri bosniaci – aggiunge Giuseppe Galanzino – è avvenuto sia presso l’ospedale Molinette di Torino sia presso la Scuola di
specializzazione in Oncologia di Belgrado. Nell’ambito del programma, inoltre, la Rete oncologica del Piemonte e Valle d’Aosta, partner tecnico e scientifico dell’iniziativa, ha contribuito
anche economicamente ad organizzare viaggi e soggiorni dei propri professionisti a Zenica, per completare la preparazione del personale sanitario».

Un’azione di tutoraggio e di supporto, questa, che proseguirà anche nei prossimi mesi. A turni di due settimane, infatti, è prevista la presenza presso l’ospedale bosniaco di un
medico e di un infermiere provenienti dai diversi punti della rete piemontese, per continuare ad affiancare e supportare, almeno nel periodo iniziale, gli operatori locali.

A margine di un convegno sull’oncologia, che per la prima volta dopo la guerra dei Balcani del ’96 ha visto la partecipazione dei rappresentanti di tutti i Paesi della ex Jugoslavia (Bosnia,
Slovenia, Croazia e Serbia), è stato poi firmato, nel quadro della collaborazione attuata in questi anni all’interno del Protocollo di cooperazione e partenariato stipulato nel 2004, un
accordo di gemellaggio della durata di tre anni tra l’azienda ospedaliera universitaria Molinette di Torino (rappresentata dal direttore generale Giuseppe Galanzino) e l’ospedale cantonale di
Zenica (nella persona del direttore Alija Strika), con l’obiettivo di promuovere azioni di scambio di e cooperazione inerenti l’attività sanitaria dei due enti ospedalieri, al fine di
consolidare i rapporti di collaborazione tecnico – scientifica che hanno determinato l’attivazione di un polo oncologico presso l’ospedale di Zenica. Le parti si impegnano a promuovere una
cooperazione scientifica e tecnologica nell’area della prevenzione e degli interventi di diagnosi e cura, che si concretizzeranno attraverso lo scambio di competenze scientifiche tra gli
operatori sanitari, il trasferimento di modelli organizzativi nel campo della clinica e della chirurgia, lo sviluppo delle nuove tecnologie, i progetti di ricerca scientifica e tecnologica, la
creazione di laboratori, centri e team di ricerca congiunti ed infine l’organizzazione di convegni e corsi di formazione. Saranno inoltre attivati contatti e collaborazioni tra le
istituzioni dei rispettivi Paesi, tra cui le Università, le scuole di specializzazione, le associazioni di categoria, i centri di ricerca e le fondazioni.

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