Petrolio: se sale ancora rischio crescita zero

Con il prezzo del petrolio in continua ascesa, la Confesercenti rilancia l’allarme ‘crescita zero’ per l’Italia se il barile arriverà a quota 200 dollari a fine anno.

«Una tale impennata – afferma l’associazione in una nota – porterebbe alcune serie conseguenze: una diminuzione per il Pil di 3-4 decimali, che aumenterebbe il rischio di crescita zero.
Senza contare l’impatto sull’inflazione, che si aggirerebbe intorno all’1%».

È una «marcia impressionante – sottolinea la Confesercenti – quella del prezzo del petrolio. Nei primi cinque mesi del 2008, siamo arrivati a un aumento del 78% rispetto al prezzo
medio del 2007 (circa 70 dollari). Se il ritmo degli aumenti non frenerà, a fine anno il prezzo del petrolio al barile potrebbe superare la soglia dei 200 dollari, con un aumento
percentuale vicino al 190% rispetto all’anno scorso».

Per questo, esortano i commercianti, «il nuovo governo agisca con coraggio sulle accise. Dalle prime dichiarazioni dei ministri si coglie l’intenzione di procedere verso un mix di fonti
energetiche, petrolio, fonti alternative, nucleare: a questo punto è importante mettere in campo una strategia di fatti e scadenze precise».

«Senza dimenticare – conclude la nota – che nel rapporto sull’energia di Confesercenti si indicava una quarta fonte da utilizzare: la riduzione degli sprechi energetici, che valgono ogni
anno almeno 20 miliardi, con un mancato risparmio per le famiglie, fra sperperi e inefficienze, di 516 euro l’anno».

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