Pesce di Fukushima, ancora alti livelli di radioattività

Pesce di Fukushima, ancora alti livelli di radioattività

By Redazione

Nel marzo 2011, il Giappone ed il mondo intero rimasero sconvolti da un gigantesco tsunami, le cui onde flagellaroono le coste del Sol Levante.

Tra le varie strutture danneggiate, l’impianto nucleare di Fukushima, le cui seguenti fughe di materiale radioattivo hanno destato preoccupazione e generato controlli di varia natura.

In tale ambito, una ricerca dell’Istituto oceanografico (di Woods Hole, USA), diretta dal dottor Ken Buesseler e pubblicata su “Science”.

Gli scienziati, appoggiandosi a dati del governo di Tokyo, hanno preso in esame i dati sulla radioattività di vari esemplari ittici, pescati nel tratto di mare vicino alla centrale
danneggiato.

Secondo i ricercatori, è allora emerso come “Il 40% del pesce contiene troppo cesio per essere sicuro per il consumo umano, secondo i nuovi limiti imposti lo scorso aprile”.

E, spiega Buessler, tale dato è doppiamente preoccupazione.

I Giapponesi sono tra i maggiori consumatori al mondo di pesce, risultando così più a rischio, nonostante la rete di controllo.

Inoltre, i tessuti organici dei pesci disperdono velocemente il materiale radioattivo: se allora i livelli di contaminazione rimangono elevati, è probabile la presenza di una fonte
continua di continua di contaminazione da cesio.

Secondo gli autori del lavoro, si ha così “Una situazione instabile, che non consente alle autorità di decidere sulla riapertura all’attivita’ della pesca in questa zona”.

Matteo Clerici

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