Perugia: sopralluogo al cantiere di via Oberdan

Perugia, 8 Novembre 2007 – Il complesso edilizio dell’ antico Ospedale di Santa Maria della Misericordia è in corso di restauro e ristrutturazione, l’obbiettivo è
recuperarlo a fini abitativi, direzionali e commerciali nel quadro del più ampio piano che riguarda l’area Via Oberdan- Pincetto- Arconi.

Il cantiere è stato oggetto oggi di una visita-sopralluogo del sindaco Locchi, nel corso della quale sono stati resi noti i dettagli dell’ operazione. Alla visita hanno partecipato anche
gli assessori Boccali (urbanistica) e Guasticchi (bilancio), assieme ai tecnici comunali e quelli della ditta che sta eseguendo i lavori.

Il complesso è stato suddiviso in otto blocchi funzionali. Allo stato attuale è stato ultimato il primo stralcio dei lavori riguardante il blocco 1, e sono in via di conclusione
gli interventi ai blocchi 2-3-4-5 (la data prevista è il Giugno 2008). Nel periodo di Pasqua 2008 saranno tolti i ponteggi sulla facciata. I restanti blocchi 6-7-8 saranno finiti entro
il maggio 2009.

Il piano di recupero è previsto in un protocollo d’intesa sottoscritto dal Comune e dal Ministero dei Lavori Pubblici e dalla Regione (30 – 7 – 1997). Con un successivo Accordo di
Programma (11 – 1 – ’99) è stato finanziato ed attivato l’ intervento. Tra i suoi obbiettivi, il recupero dell’ ex Ospedale e dell’ edificio di Via Oberdan n. 8-18, il recupero degli
Arconi, la riqualificazione e sistemazione dei giardini del Pincetto, oltre a interventi di manutenzione straordinaria e restauro di parti comuni di edifici privati. Le risorse finanziarie
impiegate ammontano a oltre 7,5 milioni di Euro. Quasi un milione deriva da un mutuo acceso presso la Cassa Depositi e prestiti, gli altri sono fondi regionali a vario capitoli (3,9 milioni
della ricostruzione post sisma, 2,2 milioni di fondi per edilizia residenziale pubblica, 500 mila di contributo regionale).

Il progetto prevede un recupero complessivo di 33 alloggi di diverse tipologie e superfici, per una superficie residenziale utile di oltre tremila metri quadrati. Saranno inoltre recuperate
sette unità immobiliari con destinazione uffici per 980 metri quadrati complessivi e 7 unità immobiliari con destinazione commerciale per 1.243 metri quadrati. Per pertinenze e
superfici non residenziali, ci sono ulteriori 1.108 metri quadrati. In totale vengono recuperati 7.225 metri quadrati con un intervento di qualità nel rispetto delle caratteristiche e
dell’ identità storica dei luoghi.

Il sindaco Locchi ha spiegato che si tratta di un recupero importante per il valore dell’ immobile e per lo stato di abbandono in cui versava da anni. “E’ stata una struttura sottoutilizzata –
ha detto – che viene finalmente restituita alla città. E’ un pezzo del vecchio patrimonio ospedaliero che conosce nuove funzioni, come è già stato per il Fatebenefratelli
(già ora residenza per studenti ai piani superiori e tra breve fonoteca Trotta al piano terra) e Monteluce, sul cui progetto il 14 novembre prossimo sarà allestita una mostra alla
Rocca Paolina”. Per l’ assessore Boccali il progetto di recupero risponde agli indirizzi del Comune per il centro storico. “Lavoriamo per incentivare – ha detto Boccali – la residenza delle
famiglie e le funzioni commerciali, come stiamo facendo, per esempio, grazie allo strumento dei contratti di quartieri, in Via Fratti”. Boccali ha anche sottolineato che “siamo davanti ad un
recupero non fine a se stesso, ma con un piano di destinazione precisa: un immobile di qualità architettonica nel cuore del centro storico, dotato di tutti i confort di una moderna
abitazione e adatto alle esigenze di una normale famiglia”.

Le vicende dell’ Ospedale di Santa Maria della Misericordia (lo stesso nome dato al polo unico di Sant’Andrea delle Fratte per una sorta di continuità storica) si identificano e si
intrecciano per molti secoli con la storia stessa della città, sia dal punto di vista dell’ assistenza e della solidarietà per i più bisognosi, sia da quello dello sviluppo
urbanistico. Il complesso si estende lungo una delle “varie diramazioni, come dita di una mano, giù dai colli dove sorge”, immagine suggestiva con cui già Leon Battista Alberti
descriveva la città rinascimentale. Un Ospedale di Santa Maria della Misericordia esisteva già nel tredicesimo secolo, con annessa una piccola chiesa. La nascita della
confraternita che lo reggeva risale al 1296, e l’ atto della fondazione dell’ Ospedale è datato 1305, per mano del vescovo della città. Fin da allora si sottolineava che il
complesso sorgeva “sopra e sotto il muro di Porta San Pietra”, con evidente riferimento alla cinta etrusca. Nel quindicesimo secolo a Perugia c’erano ben 24 Ospedali, tutti con compiti
assistenziali e facenti riferimento a corporazioni o confraternite, che si occupavano di infermi ma soprattutto di bambini abbandonati, e quello di Santa Maria era il più importante. Da
allora la struttura edilizia su cui insistevano le funzioni assistenziali si è ampliata con nuovi corpi fabbrica Diverse le modifiche apportate nel corso dei secoli, anche per rispondere
meglio alle funzioni da svolgere, sostanzialmente però il corpo principale dell’ Ospedale è rimasto immutato rispetto alla collocazione originaria. Nel 1923, dopo ulteriori ma
insoddisfacenti trasformazioni, la struttura fu definitivamente abbandonata come Ospedale e le funzioni sanitarie passarono ai nuovi padiglioni di Monteluce. Con i suoi oltre sei secoli di
attività, l’ Ospedale di Santa Maria della Misericordia resta la struttura più a lungo utilizzata in materia di assistenza a Perugia.

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