Edilizia: 100 milioni di euro per nuove case popolari nel Lazio

Roma, 5 Ottobre 2007 – Sul piatto dell’edilizia popolare, la Regione Lazio mette 100 milioni di euro e lo fa avviando un programma di completamento e costruzione di edifici di edilizia
sovvenzionata da parte delle sette Ater del territorio.

In cifre, si tratta di 1042 nuovi alloggi popolari nel Lazio, di cui: 469 nella capitale; 219 in provincia di Roma; 122 a Latina; 98 a Frosinone; 70 a Viterbo; 52 a Rieti; 13 a Civitavecchia.

Sono questi i contenuti della delibera di riparto approvata oggi dalla Giunta Regionale, presentata dall’assessore ai Lavori Pubblici e Politica della Casa Bruno Astorre assieme all’assessore
al Bilancio, Programmazione Economico Finanziaria e Partecipazione Luigi Nieri.

Il via libera dell’esecutivo regionale avvia la programmazione degli interventi per nuovi appartamenti di circa 60 mq di superficie. “Se si pensa – ha affermato l’assessore Astorre – che a
livello nazionale, con la prossima finanziaria, il governo dovrebbe mettere 550mln ? sulla casa, è lampante lo sforzo compiuto dalla Giunta di Piero Marrazzo”.

I fondi sono così ripartiti:

– 45.000.000 ? all’Ater di Roma;

– 21.000.000 ? all’Ater della Provincia di Roma;

– 11.700.000 ? all’Ater di Latina;

– 9.400.000 ? all’Ater di Frosinone;

– 6.700.000 ? all’Ater di Viterbo

– 5.000.000 ? all’Ater di Rieti

– 1.200.000 ? all’Ater di Civitavecchia.

I finanziamenti concessi alle Ater rappresentano i fondi che la Regione Lazio mette a disposizione per l’ampliamento del patrimonio edilizio delle stesse. Un modo per fornire risposte alle
necessità abitative dei cittadini meno abbienti. “Gli ultimi finanziamenti assegnati dallo Stato per le medesime finalità – ha sottolineato Astorre – risalgono al 1996”.

La prima tipologia di interventi riguarda il completamento di edifici già in corso di costruzione, finanziati con precedenti deliberazioni, ma mai portati a compimento per varie ragioni:
dai ritardi di assegnazione delle aree a una diversa assegnazione delle stesse, dal rinvenimento di reperti archeologici all’inadeguatezza del sito. Alcuni ritardi sono ascrivibili alla
necessità di adeguamento, da parte delle Ater, a sopravvenute normative di vario genere: si pensi alle diverse zone che sono state classificate come “sismiche” in tempi recenti, ovvero
alla necessità di adeguare le costruzioni alle norme sul contenimento dei consumi energetici, o alla volontà delle Ater di realizzare edifici secondo protocolli che applicano
sistemi di bioedilizia.

Salvo verifiche da parte di tutte le Ater, è ipotizzabile che il 25% della somma stanziata possa essere destinata al completamento. “Vigileremo – ha detto Giovanni Carapella, presidente
della Commissione Lavori Pubblici e Politica della Casa del Consiglio Regionale – affinché tutte le Ater operino in tempi certi e celeri. Questa misura prova che, fatta una sanatoria, la
volontà di questa maggioranza si rivolge sempre più alle famiglie che sono in graduatoria e che hanno il punteggio idoneo al conseguimento di un alloggio Erp. Insomma, un criterio
di intervento fondato su importanti investimenti e sulla fermezza contro ogni forma di nuovo abusivismo”.

L’immediata cantierabilità degli interventi di nuove costruzioni, che saranno realizzati in base alle più recenti disposizioni in materia di risparmio energetico e con
procedimenti costruttivi di bioedilizia, è strettamente connessa alla disponibilità delle aree da parte dei comuni interessati.

“Sono molto soddisfatto – ha detto il presidente Marrazzo – perché questa misura realizza tutto il valore dell’inversione di tendenza che abbiamo voluto imprimere sull’Edilizia
residenziale pubblica. Rivolgo, perciò, una forte sollecitazione alle Ater e ai comuni affinché individuino al più presto progetti e aree ove mettere a frutto questo
robusto investimento, una disponibilità fortemente voluta dal Consiglio Regionale, dal sottoscritto e dalla Giunta”.

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