Per il cervello dei bambini, le coccole della mamma meglio dell’olio di pesce
25 Gennaio 2010
Se le madri vogliono bambini intelligenti, li coccolino a lungo. Per la stimolazione della mente, infatti, fanno più carezze, stimolazione naturale e latte materno che intrugli
artificiali.
A dirlo, una ricerca dell’Università di Southampton (Gran Bretagna), diretta dalla dottoressa Catherine e pubblicata da “Archives of Disease in Childhood”.
Il lavoro della Gale è colleghi (finanziato dalla governativa Food Standards Agency) ha preso spunto da una delle controversie della pediatria: la necessità o meno d’integrare il
latte materno con omega-3, in particolare l’acido docosaesaenoico (DHA). Tali acidi grassi sono presenti nel cervello e si accumulano durante l’accelerazione della crescita di tale organo, che
avviene tra l’ultimo trimestre di gravidanza ed il primo anno di vita.
Precedenti ricerche su modelli animali avevano mostrato come carenza di DHA durante il periodo “caldo” portassero a deficit celebrali ma l’utilizzo di stimolanti a base di DHA su bebè
umani avevano prodotto risultati contrastanti.
Così, l’equipe della University of Southampton ha osservato 241 bambini, dal momento dalla nascita fino ai 4 anni d’età, indagando sulla relazione tra allattamento al seno e l’uso
di di integratori a base di DHA nello stimolare l’intelligenza e migliorare il cervello.
Gli studiosi hanno così notato come (per almeno 6 mesi dopo il parto) allattare al seno il calore, le coccole e gli stimoli di mamma sono migliori di qualsiasi integratore alimentare.
Ecco il verdetto finale della dottoressa Gale: “Questa ricerca aiuta a dissolvere alcuni dei miti intorno al DHA. Noi sappiamo che ci sono chiari benefici per la salute con l’allattamento al
seno ma il DHA, naturalmente presente nel latte materno, non trasformerà i vostri figli in Einstein. Il QI dei bambini non è legato al livello di DHA che ricevono nell’infanzia.
Elementi come l’intelligenza della madre e le stimolazioni ricevute sono più importanti nel formare il quoziente d’intelligenza”.
NOTE FINALI, per approfondire:
“Breastfeeding, the use of docosahexaenoic acid-fortified formulas in infancy and neuropsychological function in childhood” – Archives of Disease in Childhood 2010 doi:
10.1136/adc.2009.165050
Matteo Clerici




