Pellizza da Volpedo e Il Quarto Stato

Pellizza da Volpedo e Il Quarto Stato

By Redazione

 

A Volpedo, caratteristico paesino in provincia di Alessandria, nacque nel 1868 Giuseppe Pellizza da Volpedo, il pittore
che dipinse uno dei quadri più famosi al mondo: il Quarto Stato.

Il percorso artistico che lo condusse alla celebre tela lo portò ad attraversare le maggiori correnti artistiche
tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento, nonché ad un lungo pellegrinaggio in Italia e in Europa.

Studiò all’Accademia di Brera ( Milano) dove nel 1885 espose le sue prime opere, poi si spostò
all’Accademia di San Luca a Roma e successivamente all’Accademia di Belle Arti di Firenze.

Il 1895 fu un anno fondamentale nella vita di Pellizza: con l’adesione al socialismo e l’evoluzione del suo
stile, che raccoglieva l’eredità della pittura rinascimentale italiana, del divisionismo e del verismo, prese corpo e vigore il progetto di una grande tela corale sui
lavoratori.

Dopo aver esposto i suoi quadri  in prestigiose mostre nazionali e internazionali, nel 1901
portò a termine l’opera che per cui oggi è famoso in tutto il mondo.

Il Quarto Stato richiese a Pellizza 10 anni di studio e lavoro nella piazza principale di Volpedo, sfondo del quadro,
con molti modelli che lui vestiva personalmente (v. box lato).

L’incedere maestoso delle figure di semplici contadini, il complesso rimando tra pittura simbolica e verista, la
realtà che si percepisce dietro le pennellate, hanno fatto del Quarto stato un’icona pittorica riconosciuta in tutto il mondo, il simbolo di un’epoca, quale poteva
essere quella dell’inizi del ‘900, che si sentiva proiettata verso un luminoso futuro.

I modelli del Quarto Stato

La forte personalità che emana dalle figure del Quarto Stato è dovuta anche al fatto che i personaggi del
quadro erano persone reali, abitanti di Volpedo che Pellizza disponeva e vestiva nella piazza del paesino pagandoli 3 lire a giornata.

La figura centrale del quadro, l’uomo che cammina fissando l’osservatore, fu dipinta in base a due modelli:
Giovanni Zarri, muratore  e Giovanni Gatti, farmacista del paese e amico di Pellizza.

L’uomo sul lato sinistro, con la giacca sulla spalla era il falegname Giacomo Bidone, poi emigrato in America. La
figura femminile con il bambino è la moglie di Pellizza, Teresa, morta di parto nel 1907 insieme al figlio. A seguito di questo drammatico evento, il pittore si impiccò nello
stesso anno.

 

Condividi su:

VISITA LO SHOP ONLINE DI NEWSFOOD