Pavia: corridoio ecologico tra Ticino e Appennino

Pavia – Un «corridoio ecologico» tra la valle del Ticino (e quindi la valle Padana) e l’Appennino dell’Oltrepò pavese lungo il torrente Scuropasso, sarà
realizzato in attuazione del Protocollo d’Intesa «per la definizione delle linee di indirizzo e modalità d’intervento per la realizzazione di un corridoio ecologico utilizzando la
fascia fluviale del Torrente Scuropasso», siglato oggi nella sede territoriale della Regione (Ster) di Pavia, su delega del presidente della Regione Roberto Formiogni, dall’assessore alla
Famiglia e Solidarietà Sociale, Gian Carlo Abelli, presidente dell’Accordo Quadro di Sviluppo Territoriale (AQST) della provincia di Pavia, dal presidente della Provincia di Pavia,
Vittorio Poma, dal direttore dell’Agenzia Interregionale per il Fiume Po (Aipo), Bruno Brunetti, dal direttore del Consorzio del Parco del Ticino, Dario Furlanetto, e dai rappresentanti dei
Comuni interessati.

Il «corridoio ecologico» dello Scuropasso è tra i progetti previsti dall’Accordo Quadro di Sviluppo Territoriale, sottoscritto nel 2005. La riqualificazione di questo
torrente Scuropasso ha un’importante valenza ecologico – naturalistica ma consentirà anche di raggiungere finalità di carattere paesaggistico e turistico – ricreativo, con
interventi compatibili con l’ambiente e con il paesaggio circostanti nonché con interventi di promozione turistica, come le piste ciclo-pedonali.

«In questo quadro – ha commentato l’assessore Abelli – gli Enti locali, che hanno sottoscritto l’intesa, svolgono un ruolo fondamentale ed insostituibile nella gestione delle risorse
territoriali, poiché sono anche responsabili della tutela e della salvaguardia dei valori ecologico – ambientali, sociali, storici, paesaggistici ed economici locali. Tutela e
salvaguardia sono raggiungibili solo orientando lo sviluppo verso la sostenibilità, ovvero rispondendo ai bisogni delle generazioni attuali senza compromettere la capacità delle
generazioni future di rispondere ai propri».

La Valle del Ticino è di per sé un insostituibile corridoio ecologico, un vero e proprio ponte tra Alpi ed Appennini, tant’è che nel 2002 l’UNESCO ha riconosciuto il
sistema dei parchi della Valle del Ticino quale «Riserva della Biosfera». Inoltre, poiché la Pianura padana lombarda ha conservato meno di altri territori le tracce del
paesaggio originario, essendo costituita per lo più sia da terre coltivate sia da piccoli, medi e grandi insediamenti urbani, diventa imprescindibile la creazione di reti ecologiche che
colleghino fra loro le aree protette, in modo da garantire la sopravvivenza della comunità biologiche e dei processi riproduttivi sia per la flora sia per la fauna, stanziale e di passo.
E proprio a sostegno di questi obiettivi il Programma Regionale di Sviluppo (PRS) 2006-2010 ed il Documento di Programmazione Economico Finanziaria Regionale
(DPEFR) 2006-2008 prevedono azioni di tutela e valorizzazione della fauna e vegetazione.
«Su queste basi pertanto – ha concluso l’assessore Abelli – nasce il Protocollo, realizzato attraverso il confronto costante degli attori istituzionali locali. Siamo pienamente
soddisfatti del risultato appena raggiunto, perché questi luoghi sono la nostra storia e rappresentano il nostro futuro».

Gli Enti firmatari designeranno un Gruppo di lavoro, che entro sei mesi dovrà delineare le linee guida d’intervento, e cioè definire priorità, modalità ed ambiti
d’intervento anche suddividendo eventualmente il progetto in stralci funzionali per facilitare il reperimento di fondi su specifiche leggi di settore e ricercare i possibili canali di
finanziamento. (Ln)

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