Pavia: Approvato il progetto “10.000 Ettari di nuovi boschi e Sistemi Verdi Multifunzionali”

Pavia: Approvato il progetto “10.000 Ettari di nuovi boschi e Sistemi Verdi Multifunzionali”

Pavia –  La Giunta della Provincia di Pavia ha deciso di acconsentire all’avvio dei lavori per la realizzazione di sistemi verdi su aree demaniali in provincia di Pavia lungo l’asse
del fiume Po, presentato dal Consorzio Forestale Unione Agricoltori di Pavia per un importo progettuale di 1.310.438,56€.  

Infatti la Regione Lombardia ha approvato il progetto “10.000 Ettari di nuovi boschi e Sistemi Verdi Multifunzionali” e il Consorzio Forestale Unione Agricoltori di Pavia ha trasmesso il progetto
relativo al “Terzo lotto di intervento per la realizzazione di sistemi verdi su aree demaniali in provincia di Pavia lungo l’asse del fiume Po”.  

“Saranno realizzate le opere previste nel progetto – annuncia l’Assessore all’Agricoltura e Riserve Naturali Mario Anselmi – nel rispetto delle disposizioni predisposte dalla Regione Lombardia
per la realizzazione dell’iniziativa “10.000 Ettari di nuovi boschi e Sistemi Verdi Multifunzionali”.

Con variazione di bilancio si aggiorneranno gli stanziamenti relativi agli interventi di spesa per un importo pari al contributo regionale ammontante a € 917.306,99″.

Il finanziamento della Regione consisterà in euro 702.050,68 erogati alla Provincia a titolo di acconto ed euro 215.256,31 erogati alla Provincia nel corso dell’anno 2010.  

Il Settore Faunistico Naturalistico della Provincia ha espresso valutazione di incidenza positiva sull’integrità del sito Natura 2000 denominato Zona di Protezione Speciale Po da Albaredo
Arnaboldi ad Arena Po.              

“Occorre rispettare la tempistica prescritta dalla Regione Lombardia con le nuove disposizioni attuative – dichiara il Presidente, Vittorio Poma – che prevedono che i lavori in progetto debbano
iniziare entro il 30 giugno 2009.

L’obiettivo regionale è quello di trasformare vaste aree del territorio in un nuovo sistema agroforestale multifunzionale, che possa quindi svolgere contemporaneamente funzioni ambientali,
paesistiche, produttive, ecosistemiche, di fruibilità collettiva, energetiche, culturali e occupazionali”.  

Si intende pertanto realizzare una pluralità di interventi forestali diversificati, quali ad esempio: boschi planiziali, zone umide, grandi foreste, fasce tampone, siepi e filari, fasce
verdi, aree di fitodepurazione, “vasche” di laminazione, fasce boscate ripariali, forestazione urbana, coltivazione arboree a turno lungo, aree arbustive naturaliformi , infrastrutture leggere
per la fruizione.  

Tali interventi dovranno essere fatti con il più ampio coinvolgimento degli imprenditori agricoli, ai quali è però chiesto di impegnarsi a mantenere le aree impiantate per un
periodo di almeno 30 anni.  

Requisiti minimi per le proposte progettuali sono:

  • superficie minima pari a 5 ettari;
  • proprietà pubblica dei terreni o convenzione trentennale sottoscritta se la proprietà è privata;
  • disponibilità e  cantierabilità delle superfici;
  • disponibilità al cofinanziamento minimo del 25%. 

Inoltre si ricorda che:

  • i proprietari privati (in questa fase) non possono essere i beneficiari diretti del contributo, ma potranno mettere a disposizione dell’ente pubblico le aree di loro proprietà
    mediante la sottoscrizione di un’apposita convenzione per almeno trent’anni;
  • gli enti pubblici, su terreni pubblici, potranno attuare l’iniziativa avvalendosi dei Consorzi Forestali;
  • l’esecuzione dei lavori potrà essere affidata direttamente al proprietario privato, se impresa agricola,  purchè nel rispetto dei limiti imposti dal d.lgs. 227/01 e
    228/01.
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