Se il bambino non dorme, forse mangia male

Se il bambino non dorme, forse mangia male

Esiste un legame particolarmente stretto tra cibo ed alimentazione, che in alcune particolari circostanze diventa ancora più vincolante. Uno degli esempi più eclatanti,
l’insonnia dei bambini, è problema diffuso (Secondo recenti studi l’insonnia colpisce il 53% dei più piccoli tra i cinque e gli undici mesi
di vita), che però può essere infatti curata con una dieta particolare.

Il caso dell’insonnia dei bambini, insieme ad altri rapporti problematici salute-cibo, è stato oggetto di discussione nella tavola rotonda sulla
crononutrizione, cioè la nutrizione legata a determinati orari, svoltasi durante il IX Congresso Europeo dei prodotti Farmaceutici a Barcellona. Tra
gli studiosi intervenuti, il dottor Eduard Estivill, direttore della Clinica del Sonno dell’ Istituto Universitario
Santiago Dexeus
, ha precisato che la crononutrizione si rifà alla scelta di alimenti da consumare in qualsiasi momento del giorno e della notte per aiutare il buon funzionamento dei
ritmi biologici naturali del corpo, come il sonno e la veglia; la conoscenza di tali meccanismi può fornire i mezzi per migliorare i periodi di riposo e combattere l’insonnia, problema che
nei soggetti più esposti può degenerare; per i bambini è un fattore di rischio per la crescita del neonato che, tra gli altri, lo espone a sviluppare disturbi del sonno per
un periodo che si può protrarre fino a cinque anni.

A riguardo, la dottoressa Carmen Barriga dell’Università di Extramadura, suggerisce di alimentare l’infante
«troppo sveglio» con cibi che assecondino i ritmi biologici di veglia e sonno. In uno studio sperimentale, la studiosa iberica ha notato come nel latte materno, dopo le ore: 18.00, si
verifichi un aumento dell’aminoacido triptofano che favorisce la sintesi di serotonina, la quale promuove il rilassamento e favorisce il buon sonno. Partendo da questa osservazione, la dottoressa
Barriga consiglia agli insonni di ogni età di basare la propria dieta con cibi i cui diversi componenti agiscono sull’organismo in base all’ora in
cui sono assunti, allo stesso modo del latte materno si può favorire il rilassamento in vista del sonno notturno.

In conclusione, per chi soffre di disturbi del sonno, può perciò essere utile consultare un nutrizionista.

                                                                                                                                 
Matteo Clerici

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