Patata di Leonessa o tartufo di Canterano?… o Lumache e arrosticini?
8 Ottobre 2015
Leonessa in festa per la sagra della patata
“Fritta, lessa, rescallata. Un piattu co’ li fiocchi: lu tartufu co’ li gnocchi”. E’ questo il “ruggito” con cui, ormai da 26 anni, Leonessa chiama a raccolta tutto il centro italia e non solo per la Sagra della Patata. Un appuntamento che torna quest’anno nel fine settimana del 10 e 11 ottobre con il consueto, ricchissimo programma di spettacoli e intrattenimento.
E pensare che la sagra – che ogni anno richiama in questo borgo montano decine di migliaia di visitatori – nacque come momento di aggregazione mangereccio della Festa della Madonna di San Matteo.
Il successo non tardo’ ad arrivare e si pensò di dedicare una festa apposita a uno dei prodotti di punta dell’economia agricola della piana di Leonessa, quella patata che – tanto nella varietà a pasta gialla quanto in quella a pasta rossa – è considerata tra le qualità più pregiate di tutto lo Stivale. E così, anche quest’anno, sarà possibile assaggiare i gustosi gnocchi al sugo o conditi con il tartufo; e ancora salsicce alla brace, patate fritte e la “rescallata”, una particolarissima specialità locale, semplice e saporita come tutte le ricette di un tempo, a base di patate lesse saltate in padella con salsiccia e pancetta.
Ad accompagnare questi ottimi piatti sarà il generoso vino della zona, mentre lungo le vie di Leonessa più di centocinquanta espositori daranno vita alla grande mostra mercato dei prodotti dell’artigianato e dell’agronomia non solo locale con formaggi, miele, funghi, tartufi e salumi da degustare nel centro storico di un paese che regala ai visitatori più attenti dei piccoli tesori tutti da scoprire.
Grazioso borgo montano con un impianto urbanistico di origine medievale, Leonessa ha mantenuto intatti monumenti di grande interesse. E’ il caso della Fontana Farnesiana – XVI Secolo – dono di Margherita D’Austria, che valorizza Piazza 7 Aprile 1944 davanti all’antico Palazzo Mongalli sede del Municipio; e ancora della Chiesa di San Francesco risalente alla metà del XIII secolo con il suo suggestivo presepe in terracotta policroma del ‘500 e la cripta scoperta solo nel 1993 con con i suoi preziosi affreschi di ispirazione giottesca di autori diversi ma tutti del XV-XVI secolo. Da visitare anche le altre chiese, San Pietro, San Giuseppe, Santa Maria del Popolo, San Carlo tutte importanti scrigni di altrettante importanti opere d’arte.
Citta’ d’Arte e Bandiera Arancione, adagiata a ben mille metri, in un’ampia conca all’interno degli appennini al confine tra Lazio, Umbria e Abruzzo, Leonessa offre agli appassionati delle gite all’aria aperta la possibilità di effettuare splendide escursioni nel complesso del Terminillo. Alla Sagra della Patata, insomma, ci sono tutti gli ingredienti per trascorrere un piacevole fine settimana di metà ottobre tra Arte Natura Cibo e Divertimento.
Info
Data – 10 e 11 ottobre
Luogo – Leonessa Rieti
Tel – 3408505381
info@fuoriporta.org
www.fuoriporta.org
Dal nero pregiato allo scorzone è festa a Canterano

Tutti gli aromi del bosco racchiusi in un piatto: che sia la pasta fresca fatta in casa oppure il classico uovo al tegamino, senza dimenticare la bruschetta con il prelibato pane locale, il tartufo nero pregiato e il tartufo scorzone saranno i grandi protagonisti della Sagra in programma a Canterano. Un evento che da quest’anno diventa più “grande”: non più un giorno solo, ma un intero fine settimana dedicato a un prodotto dal profumo e dal sapore inconfondibili, fra i più amati a ogni latitudine
Sabato 10 e domenica 11 ottobre il piccolo e grazioso borgo dell’Alta Valle dell’Aniene al confine con Subiaco e i Monti Simbruini, dedica al tartufo una sagra nella quale la gioia del palato e il divertimento sono assicurati.
Il tartufo nero pregiato e il tartufo scorzone, tutti rigorosamente locali e raccolti nei boschi che circondano questo gioiello della provincia di Roma incastonato sotto gli Appennini, esalteranno il sapore delle bruschette, dei tonnarelli e delle uova, mentre il corposo vino rosso della zona scorrerà a fiumi come a ogni festa paesana che si rispetti; a fine pasto non mancheranno i cazzotti fritti, un dolce tipico locale che a Canterano non manca mai nelle occasioni importanti. La festa prenderà il via alle 15 all’interno di stand coperti in un luogo magico, abitato da meno di 400 persone, dove il tempo sembra essersi fermato, e si concluderà ogni sera con divertenti spettacoli musicali.
Raggiungere il 10 e 11 ottobre Canterano, che sorge tra la riva sinistra dell’Aniene e in prossimità delle pendici dei monti Ruffi, può diventare anche una buona occasione per andare alla scoperta delle bellezze di un territorio unico. Da un lato, il paese si affaccia sulla conca dell’affluente del Tevere, e lì è possibile ammirare dall’alto i monasteri di San Benedetto e di Santa Scolastica, oltre al maestoso Monte Livata. Nelle giornate in cui il cielo è più limpido, è possibile scorgere la parte bassa di Subiaco, quella alta di Cervara e ancora il Monte Pillone. Canterano è circondato inoltre da una natura incontaminata con boschi ricoperti di castagne e grandi terrazze coltivate a viti, olivi, e nocciole. Da queste parti la presenza dell’uomo ha origini antichissime che riportano addirittura alla popolazione dei Pelasgi, nomadi provenienti dalla Mesopotamia che, passando dalla Siria, si stabilirono sulle coste laziali fino alle alture della Valle dell’Aniene. I resti di antiche mura poligonali confermano questa tesi e – proprio nei pressi di questi resti – è possibile addentrarsi in profonde grotte sotterranee che, con ogni probabilità, furono utilizzate come riparo dalle popolazioni che per millenni hanno abitato questi luoghi.
Info
Data – 10 e 11 ottobre
Luogo – Canterano – Roma
Tel – 3408505381
info@fuoriporta.org
www.fuoriporta.org
Lumache, arrosticini e tradizione. E’ fiera delle sagre a Civita Castellana

Sono più gustosi gli arrosticini di Fabrica di Roma o il pecorino romano di Nepi? Le lumache di Bevagna o le pappardelle di Caprarola? La scelta è talmente ardua che c’è chi ha pensato di mettere tutti d’accordo: perché non assaggiare queste delizie tutte insieme? Ecco quindi che il 9, 10 e 11 ottobre il centro storico di Civita Castellana, splendido paese della Tuscia viterbese, si vestirà a festa per la 5° edizione della “Fiera nazionale delle sagre e dell’agricoltura”.
Un evento che per tre giorni, dalle 10 alle 23, offrirà agli amanti del gusto e delle tradizioni un sapiente mix di gastronomia tipica, artigianato locale e dimostrazioni di antichi mestieri. Quindici aziende del territorio proporranno i migliori prodotti di questo tratto della provincia di Viterbo: i formaggi di Narni e quelli di pecora di Rignano Flaminio, il gelato artigianale fatto con latte di produzione locale, la pasta fresca, le patate fritte e le lumache biologiche di Santa Susanna. E al contempo otto Pro Loco provenienti da ogni parte d’Italia delizieranno i visitatori con le loro portate, tutte realizzate rigorosamente a mano secondo antiche ricette dei luoghi di provenienza. Da Bevagna, uno dei paesi più belli dell’Umbria, arriveranno le lumache arrosto e allo spiedo, da Fabrica di Roma gli arrosticini e da Nepi il pecorino romano; a preparare le pappardelle saranno la Scuola alberghiera di Caprarola e l’università della Tuscia, alla macedonia penserà Spreafico (Padova) mentre la Pro Loco di Civita Castellana cucinerà il frittellone, una gustosa e sottilissima piadina condita con pecorino e pepe; artigianato locale e vecchi mestieri saranno messi in mostra dalla Pro Loco di Padova, mentre la Pro Loco di Ferrara presenterà una dimostrazione di macchine agricole in miniatura.
Dalla mattina alla sera insomma, indossata “l’armatura di ordinanza” – un sacchetto di cotone, un bicchiere e un piatto di ceramica, perché Civita Castellana è nota in tutto il mondo anche per i suoi maestri del coccio – i visitatori potranno imbattersi in un grande tour enogastronomico fra sapori, colori e profumi di una volta. Per tre giorni la cittadina tornerà ad essere “capitale”, anche se solo del gusto e del divertimento: Civita Castellana ha infatti radici antichissime che risalgono addirittura alla civiltà falisca, di cui è stato per tanti anni il centro nevralgico. Un passato glorioso che è possibile scoprire visitando il Museo nazionale dell’Agro Falisco, ospitato all’interno del Forte Sangallo che costituisce una delle più elevate realizzazioni dell’architettura militare dello Stato Pontificio nel XVI secolo; di grande interesse è anche il Museo della Ceramica, mentre gli amanti della natura non potranno che restare a bocca aperta davanti alle caratteristiche forre alte oltre 50 metri che circondano Civita Castellana, visitabili dal ponte che congiunge al centro storico della cittadina.
Info
Data – 9/11 ottobre
Luogo – Civita Castellana – Viterbo
Tel – 3408505381
info@fuoriporta.org
www.fuoriporta.org
Chiara Danielli
Redazione Newsfood.com





