Parte dal MAGA di Gallarate un insolito Giacometti
7 Marzo 2011
Il MAGA (Museo Arte di Gallarate) compie un anno dall’inaugurazione e lo sta festeggiando nel migliore dei modi con la presentazione di una importante mostra di
Alberto Giacometti, lo scultore svizzero surrealista. Resterà aperta fino al 5 giugno.
In un anno il MAGA -Fondazione Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Silvio Zanella- ha dimostrato, qualora ce ne fosse ancora bisogno, la validità della collaborazione stretta tra
pubblico e privato. Nella bella e polifunzionale struttura le attività culturali e didattiche che si sono succedute hanno incontrato il favore dei suoi frequentatori (si parla di 60
mila) che ben pochi, prima del taglio del nastro, avrebbero pensato possibile. Questo a conferma che la cultura è, specie in questi ultimi anni, molto sentita, tanto più in zone,
come quella del gallaratese, vocate al manifatturiero.
La Mostra del Giacometti è unica. Per la prima volta viene esposta in Europa. E’ formata oltre che da sculture, da dipinti e da disegni. Ciò è stato possibile mettendo
assieme alla collezione della famiglia dell’artista, alcuni prestiti di privati e del Gnam di Roma.
Si va dai 9 dipinti, partendo da “Ottilia” del 1934 per arrivare al “Ritratto di Jacques Dupin” del 1965, ai 40 disegni che comprendono il periodo che dal 1925 con “Da Jacques Lipchitz” arriva
alla “Testa di donna addormentata” del 1963, passando per “Donne in piedi” del 1950 e ancora “Interno con cartelle” del 1943 oltre a “Lo studio dell’artista” del 1932.
Interessante lo spazio riservato alle 49 sculture. Esse permettono di ricostruire il percorso artistico di uno scultore che trovò a Montparnasse l’ambiente bohemien che fu in parte anche
di Picasso, dei movimenti impressionisti e dell’avanguardia.
Si inizia con la statuaria “Testa di Bruno” del 1919 per proseguire con quella della madre, di quattro anni dopo, per arrivare alla “Testa del padre” del 1927. E’ dal periodo immediatamente
successivo che inizia più marcatamente la personalizzazione delle sculture in ferro dove sempre più emergono le capacità del Giacometti d’interpretare la figura umana nel
cosmo.
Come abbiamo detto sono 49 lavori, l’ultimo dei quali (“Lotar III”)è stato realizzato nel 1965 poco prima che il maestro si spegnesse stroncato dal male del secolo.
Siamo di fronte ad una mostra antologica unica, arricchita anche da brani di lettere e schizzi fatti su comuni pezzi di carta o giornali che ricordano il lavoro dell’instancabile scultore
svizzero (era del Canton Ticino), pronto a cogliere qualsiasi spunto per i propri lavori.
In un breve filmato viene proiettata un’intervista fatta al Giacometti dalla TV svizzera. La mostra ha per titolo: Giacometti. L’anima del novecento.
Accompagnano la mostra, editi dalla Electa, due prestigiosi volumi, raccolti in cofanetto:”Nello studio di Giacometti” e “Alberto Giacometti. L’anima del Novecento” a cura di Michael Peppiat,
lo stesso che ha contribuito all’allestimento della manifestazione gallaratese.
MAGA
Via De Magri 1
21013 Gallarate
Orari: dal martedì alla domenica dalle 9,30 alle 10,30
Biglietti: intero € 8, ridotto € 5
Tel. 0331.706011
http://www.museomaga.it
Bruno Breschi
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