Berlino: Una città vocata al verde della natura, non solo Fruit Logistica

Berlino: Una città vocata al verde della natura, non solo Fruit Logistica

S’è svolto di recente nella capitale tedesca -dal 9 all’11 febbraio- un incontro unico nel suo genere: Fruit Logistica, la Fiera mondiale dell’Ortofrutta.
S’è trattato di una rassegna molto seguita dal mondo alimentare della globalizzazione dove le distanze tra un continente e l’altro si sono ridotte ormai a poche ore.

Noi ricordiamo quando negli anni che furono ci trovammo (la Germania era divisa in due) a percorrere nella zona est della capitale le sue strade. Un mortorio unico, con le vetrine dei negozi
disadorne e con della merce appena visibile.

Altro che frutta e verdura fresca!

Sembra sia passato un secolo e invece sono trascorse solo alcune decine d’anni.

La Porta del Brandenburgo isolata. La gente che incontravi ti guardava come se tu venissi da un altro pianeta. Tempi tristi, residui di una follia nazista che in solo tre anni di potere
trasformò una bella nazione in quello che successivamente doveva diventare un cumulo di macerie e tale mantenuto, nella parte da esso occupata, da un regime che per anni stentò a
credere che i tempi erano cambiati.

La Berlino di oggi è un laboratorio di trasformazioni e innovazioni. Una città dove l’arte, la cultura e il modo vivace di vivere occupano posti di primo piano.

Più che soffermarci sui suoi teatri, sullo shopping, sulla gastronomia, rappresentata dai chioschi che offrono i gustosi currywurst (salsicciotti al curry), vogliamo parlare del suo
verde, dei suoi castelli e delle oasi con i laghetti e i fiumi che l’attorniano.

Partiamo da Charlottenburg.

In questo quartiere si trova l’unico castello della Prussia lasciato integro dalla guerra e risalente alla fine del 1600. Porta il nome della regina di quel regno: Sofia Charlotte.

Ha un parco barocco custodito con una cura potremmo dire maniacale. Passeggiarvi è come rivivere il mondo che fu, ma che ancora ci fa sognare, lontani dal frastuono delle macchine e dai
rumori della vita….moderna.

A Berlino, ci piace ricordarlo, si può rivivere anche un po’ d’Italia andando oltre il confine della sua cinta esterna in direzione di Potsdam. I giardini del castello Glienicke
rappresentano il meglio del matrimonio tra arte, natura e architettura con quel tocco italico, per la loro distribuzione, che li caratterizza.

Un’altra bella visione è offerta dal parco, contornato da querce centenarie, del piccolo castello Pfaueninsel (edificato attorno al 1970) che può essere raggiunto solo con
un traghetto. Niente da meravigliarci se ad accoglierci ci saranno -un po come lungo gli argini dell’Adige a Bolzano o quelli dell’ isola di Mainau, sul lago di Costanza- i pavoni con le loro
strida e la ruota dai mille colori.

E poi i prati dove distendersi nelle giornate di sole. Sono distese di verde attorno ai laghi e ai fiumi della città che fanno dimenticare di essere in una delle più belle
capitali del Vecchio Continente. Se a queste aggiungiamo il parco di Tiergarten, nel centro, con gli spazzi dove, come in quelli canadesi e australiani, è possibile fare
attività sportiva e… barbacue, verrebbe da dire che siamo in un altro mondo.

Niente da meravigliarsi se i berlinesi hanno accolto con interesse la manifestazione della quale abbiamo accennato all’inizio. E’ nel loro dna mangiare verdura e frutta fresche, potremmo dire
colte ieri, anche se vengono, oltre che coi camion dalla piana di Merano e dell’Alto Adige, da coltivazioni distanti migliaia di chilometri, magari di un altro continente, e che i cargo
scaricano giornalmente nei suoi aeroporti.

E’ la globalizzazione.

Dimenticavamo: se andate a Berlino non scordatevi di acquistare la “Berlin welcome Card”: un modo moderno per visitare, risparmiando, la città e… i suoi parchi.

Informazioni: www.visitberlin.de/de/welcomecard

Bruno Breschi
Newsfood.com

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