Parma: Il brevetto industriale

Parma: Il brevetto industriale

 

Il concetto di brevetto per invenzione industriale e di modello d’utilità

Una nuova idea di soluzione, sia di prodotto che di procedimento, che non sia mai stata resa pubblica, o accessibile al pubblico, può essere protetta da un brevetto per
invenzione industriale. Perché il contenuto di una domanda di brevetto sia effettivamente brevettabile deve risultare nuovo e sottendere un’attività inventiva,
cioè non ovvio per un tecnico del settore.

Inoltre deve risultare industrializzabile e lecito. Quest’ultima caratteristica, che impone il rispetto dell’ordine pubblico e del buon costume, rileva in particolare per le
invenzioni biotecnologiche e per le novità vegetali, cioè per quelle invenzioni che possono andare ad incidere sugli organi viventi, anche nelle forme più semplici,
per come ad oggi dall’uomo conosciute. Il brevetto si concretizza in una serie di paragrafi in cui viene descritto lo stato della tecnica e l’esposizione del trovato e in cui
possono trovare descrizione anche una o più forme applicative poste a titolo esemplificativo.

La parte più rilevante di un testo brevettuale è data dalle rivendicazioni – in particolare da ciò che è individuato dopo la formula normalmente presente del
“caratterizzato dal fatto che”, o simili – che definiscono il tenore dell’invenzione. La protezione che ne consegue sostantivizza un diritto in capo al titolare, o suo
avente causa, per cui i terzi, negli Stati ove tale protezione ha valore, non possono compiere alcun atto a scopo di lucro senza la sua autorizzazione, pena la contraffazione
brevettuale. Un titolo di brevetto per invenzione industriale dura al massimo 20 anni decorrenti dalla data di primo deposito, dopo tale termine il contenuto del brevetto diviene bene
comune. In Italia, all’atto del deposito della domanda brevettuale vengono pagate, contestualmente, sia le tasse di deposito che di mantenimento fino al 4° anno incluso. Dal
5° anno fino al 20°, il richiedente, per mantenere in vita la sua privativa industriale, deve pagare delle tasse di mantenimento annuali.

Dalla stessa data decorrono altri due termini di particolare rilevanza. Il primo è il termine di priorità, della durata di 12 mesi, entro cui il titolare, o suo avente
causa, può decidere se e dove estendere la domanda di brevetto. L’estensione entro tale termine sarà retroattiva alla data di primo deposito. Il secondo termine
è il termine di segretezza, della durata di 18 mesi, entro cui il contenuto del testo brevettuale è completamente segreto e nessun terzo può averne conoscenza. In
Italia all’atto del deposito della domanda brevettale, su richiesta del titolare o suo avente causa, può essere chiesto che la domanda di brevetto venga messa a
disposizione del pubblico in un termine inferiore, ma mai nei primi 3 mesi decorrenti dalla data di deposito. Sempre all’atto della domanda, in Italia, deve essere depositata
anche la traduzione in inglese delle rivendicazioni, o del testo brevettuale completo, in quanto entro circa 9 mesi dalla data di deposito, l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi,
in collaborazione con l’Ufficio Brevetti Europeo, fornisce una ricerca di anteriorità brevettuale. Tale ricerca permette di conoscere, con un buon grado di certezza, se la
domanda di brevetto risulta nuova, in tutto o in parte, oppure è da considerarsi anticipata e quindi nulla.

Questa particolarità della procedura di brevettazione italiana deve essere intesa favorevolmente poiché il titolare della domanda di brevetto, in un tempo ragionevolmente
breve, ha scienza della forza del suo diritto e ciò gli permette di meglio valutare le opportunità di estensione brevettuali, ma anche di sfruttamento – diretto e
indiretto – della domanda di brevetto. Se con un brevetto per invenzione industriale è possibile tutelare sia un nuovo prodotto che un nuovo procedimento, con un brevetto
per modello d’utilità, la legge italiana permette di proteggere, non un procedimento, ma solo un prodotto nel caso in cui presenti degli accorgimenti tecnici, rispetto alle
soluzioni già presenti nello stato della tecnica, che ne perfezionino l’uso.

Il brevetto per modello d’utilità conferisce gli stessi diritti di un brevetto per invenzione industriale, nonché è soggetto agli stessi limiti temporali
sopra brevemente descritti, ad eccezione della sua durata. Infatti un brevetto per modello d’utilità, a differenza del brevetto per invenzione industriale, dura per un
massimo di 10 anni le cui relative tasse si pagano in due quinquenni.

È infine importante ricordare che una domanda di brevetto, sia industriale che di modello d’utilità, in Italia viene concessa dopo circa 3 anni dalla data di suo
deposito. Nonostante ciò, per azionare un titolo brevettuale anche contro i presunti contraffattori è sufficiente la domanda brevettuale in quanto il titolare gode della
presunzione di validità del suo titolo ed è onere del terzo dimostrare che detto titolo, o non è contraffatto, o non è valido.

 

Leggi Anche
Scrivi un commento