Panificatori: eliminata l'autorizzazione sanitaria

Per aprire una nuova attività non serve più l’autorizzazione sanitaria rilasciata dalla ASL, infatti, il decreto legislativo n° 193/2007 del 6 novembre 2007 ha ufficialmente
abrogato l’articolo 2 della legge n° 283/1962, che subordinava l’esercizio di stabilimenti, laboratori di produzione, preparazione e confezionamento, come di depositi all’ingrosso di
sostanze alimentari, il possesso dell’autorizzazione sanitaria, rilasciata da parte delle aziende sanitarie locali territorialmente competenti.

Per le nuove disposizioni sono stati adottati il regolamento comunitario n. 852/04 e le linee guida ad esso relative.

Tuttavia, tale complesso normativo solleva perplessità interpretative, anche con riguardo alla posizione delle aziende esistenti che non abbiano apportato alcuna modifica o cambio di
titolarità rispetto agli adempimenti che le nuove devono evadere ai sensi della normativa comunitaria, delle linee guida e del recentissimo decreto 193 che, peraltro, contempla per i
trasgressori sanzioni amministrative pecuniarie che oscillano da 500 a 9.000 euro. Per tale motivo la Federazione Italiana Panificatori ha tempestivamente richiesto opportuni charimenti ai
competenti uffici ministeriali.

Il regolamento 852/04 – che assieme ai regolamenti 853, 854 e 882, emessi nello stesso anno, costituisce il cosiddetto «pacchetto igiene» – detta requisiti, principi e norme di
igiene generale ai fini della sicurezza alimentare, promuovendo la elaborazione di manuali di corretta prassi igienica e l’applicazione dei principi del sistema HACCP. Esso prescrive l’obbligo
della registrazione per tutte le attività di produzione, trasformazione, trasporto, magazzinaggio, somministrazione e vendita, con lo scopo di consentire alle autorità competenti
di conoscere il numero, l’ubicazione e le tipologie di attività degli stabilimenti del settore alimentare e di eseguire i controlli ufficiali ogni qualvolta ritenuto necessario.

Le linee guida del 2006, al fine di fornire agli operatori del settore alimentare e agli organi di controllo le indicazioni sull’applicazione del citato regolamento, contemplano – in luogo
dell’autorizzazione sanitaria – una mera notifica dell’imprenditore che, mediante DIA (Dichiarazione di Inizio Attività) da inoltrare al comune competente, deve segnalare ogni
unità di impresa che svolga una qualsiasi delle attività connesse alle fasi di produzione, trasformazione e distribuzione degli alimenti; sia essa del tutto nuova oppure oggetto
di trasformazione.

Dalla lettura del testo delle linee guida sembra che, invece, non debbano effettuare alcuna ulteriore notifica ai fini della prescritta registrazione le attività già in possesso
di Autorizzazione o Nulla osta sanitario o di una Registrazione ai sensi di specifica normativa di settore. Il richiesto intervento ministeriale servirà proprio a sciogliere i dubbi
sollevati dalla disciplina esistente, foriera di importanti cambiamenti. Si pensi, ad esempio, al venir meno del necessario controllo preventivo ASL da cui dipendevano l’apertura o la modifica
delle aziende di panificazione. Oggi, il comune trasmette la DIA alla ASL competente che, solo se lo ritiene necessario, può effettuare un sopralluogo di verifica nei 45 giorni
intercorrenti tra la notifica e la data di inizio attività.

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