VILLA SIMONETTA, NOBILTA’, DECADENZA, RINASCITA
21 Agosto 2026
Villa Simonetta è uno degli edifici rinascimentali più sorprendenti di Milano: oggi ospita la Civica Scuola di Musica Claudio Abbado.
La villa fu costruita alla fine del Quattrocento per Gualtiero Bascapè, cancelliere di Ludovico il Moro. Il terreno era allora un fondo agricolo acquistato dall’Ospedale Maggiore
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Milano, 21 agosto 2026
I luoghi di Milano tra storia, leggenda e attualità
VILLA SIMONETTA, NOBILTA’, DECADENZA, RINASCITA
di Ben Sicchiero
Villa Simonetta è uno degli edifici rinascimentali più sorprendenti di Milano: sorta quando questa zona era ancora campagna fuori dalle mura, oggi è inglobata nel tessuto urbano e ospita la Civica Scuola di Musica Claudio Abbado. La sua storia passa attraverso nobili, governatori spagnoli, feste aristocratiche, degrado, ospedale, osteria, bombardamento e infine la musica.

La villa fu costruita alla fine del Quattrocento per Gualtiero Bascapè, cancelliere di Ludovico il Moro. Il terreno era allora un fondo agricolo acquistato dall’Ospedale Maggiore, a nord-ovest di Milano. Bascapè chiamò la residenza «La Gualtiera», ma ne godette per poco tempo: morì circa due anni dopo averla costruita.
Il momento decisivo arriva nel 1547, quando la proprietà passa a Ferrante Gonzaga, governatore di Milano, che incaricò l’architetto Domenico Giuntalodi di trasformare la vecchia dimora in una vera residenza di rappresentanza.
È allora che la villa assume sostanzialmente la configurazione che conosciamo: pianta a U, due ali laterali rivolte verso il giardino, grande portico, nove arcate sulla facciata, due ordini sovrapposti di logge, decorazioni e affreschi celebrativi delle imprese dei Gonzaga. La villa diventa quindi “di delizia”, destinata alla rappresentanza, alle feste e alla vita mondana dell’élite milanese.
Nel 1555, quando Ferrante Gonzaga viene richiamato in Spagna, la villa passa alla famiglia Simonetta. Da quel momento prende il nome con cui è arrivata fino a noi.
La famiglia Simonetta aveva avuto un ruolo importantissimo nella Milano degli Sforza. Il personaggio più celebre era Cicco Simonetta, potentissimo ministro di Francesco Sforza e poi consigliere di Bona di Savoia.
Dopo i Simonetta, la proprietà passa a diverse famiglie aristocratiche, tra cui: Castelbarco, Clerici, Osculati. Nel Settecento la villa è ancora immersa nella campagna e circondata da un importante giardino all’italiana, molto più grande dell’attuale.
È interessante confrontare questo paesaggio con quello odierno: oggi Villa Simonetta è circondata dalla città e dall’area ferroviaria di Scalo Farini.
Villa Simonetta era famosa per una particolare conformazione acustica: stando in un determinato punto del loggiato, la voce poteva essere riflessa dalle pareti e ripetersi numerose volte, come Stendhal testimonia autorevolmente.
Una tradizione riportata da diverse fonti parla di decine di ripetizioni dell’eco. Una testimonianza attribuita a Stendhal raccontava addirittura che uno sparo potesse essere ripetuto molte volte. Quasi una straordinaria coincidenza storica: il luogo celebre per la sua eco è diventato un luogo nel quale si studia e si produce musica.
Ma la storia della villa registrerà ben altro. Nell’Ottocento, ormai decaduta, divenne uno dei luoghi frequentati dalla cosiddetta Compagnia della Teppa, gruppo di giovani aristocratici milanesi dediti a feste e bravate, decisamente poco aristocratiche, diventando famosa anche con il soprannome di «Villa dei balabiott» cioè, in dialetto milanese, «villa di quelli che ballano nudi».
Nel 1836 fu trasformata in ospedale per malati di colera, poi arrivarono altri utilizzi: fabbrica di candele, abitazioni operaie, caserma, falegnameria, osteria. L’arrivo della ferrovia diede il colpo finale distruggendo la maggior parte del giardino con le infrastrutture ferroviarie. Per questo, durante la Seconda guerra mondiale, la villa venne bombardata dagli Alleati subendo gravi danni.
La rinascita avvenne con l’acquisto del complesso da parte del Comune di Milano nel 1959, iniziando una grande opera di recupero, proseguita negli anni Sessanta.
La nuova vita di Villa Simonetta è strettamente legata alla musica. La Civica Scuola di Musica Claudio Abbado ospita qui parte delle proprie attività dal 1973: gli istituti di Musica Classica, Musica Antica, Ricerca Musicale, Civici Cori.
Come quasi tutti le dimore storiche milanesi, anche Villa Simonetta gode di una fama oscura. Secondo la leggenda più famosa, la nobildonna Clelia Simonetta avrebbe organizzato nella villa feste molto libertine. Si racconta che numerosi giovani frequentatori della casa sarebbero scomparsi misteriosamente.
La versione più macabra della leggenda sostiene che Clelia li avrebbe fatti uccidere dopo averli sedotti. Da qui nasce l’immagine della Villa Simonetta come luogo di feste, seduzioni, delitti e misteri.
Villa Simonetta si trova in Via Stilicone 36 a Milano. È comodamente raggiungibile con la metropolitana M5 (Linea Lilla, fermata Cenisio) o con i tram 12 e 14 scendendo alla fermata di via Induno, da cui dista circa 300 metri a pied
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