CASA DEGLI ATELLANI, LEONARDO E’ RITORNATO IN FRANCIA
26 Agosto 2026
La Casa degli Atellani, in corso Magenta, è uno dei luoghi più affascinanti e meno appariscenti della Milano rinascimentale.
A pochi metri dal Cenacolo di Leonardo e dalla basilica di Santa Maria delle Grazie
| A cura di ASSOEDILIZIA informa |
Milano, 26 agosto 2026
I luoghi di Milano tra storia, leggenda e attualità
CASA DEGLI ATELLANI, LEONARDO E’ RITORNATO IN FRANCIA
di Ben Sicchiero
La Casa degli Atellani, in corso Magenta, è uno dei luoghi più affascinanti e meno appariscenti della Milano rinascimentale. A pochi metri dal Cenacolo di Leonardo e dalla basilica di Santa Maria delle Grazie, conserva qualcosa di straordinario: una delle ultime testimonianze del quartiere residenziale che Ludovico il Moro volle costruire intorno alla Basilica.

Ma la sua fama è legata soprattutto a Leonardo da Vinci. Il Sommo Artigiano – al tempo non si usava la parola Artista – ha vissuto recentemente un ulteriore periodo di notorietà perché Casa degli Atellani e annessa Vigna di Leonardo, questo eccezionale patrimonio storico e culturale di Milano, nel dicembre 2022 è stato venduto ai francesi nella persona di Bernard Arnault, miliardario patron della LVMH.

Ma andiamo con ordine. Alla fine del Quattrocento il duca Ludovico Maria Sforza, detto il Moro, voleva trasformare l’area di Santa Maria delle Grazie in una sorta di quartiere di corte. La basilica doveva diventare il grande mausoleo degli Sforza e intorno ad essa il duca favorì l’insediamento dei propri cortigiani più fedeli.
Nel 1490 acquistò dai conti Landi di Piacenza alcune abitazioni e le assegnò a Giacometto di Lucia dell’Atella, cavaliere e uomo della corte sforzesca. Da qui il nome Atellani.
La famiglia trasformò le abitazioni in una prestigiosa residenza, che divenne uno dei luoghi della vita culturale e politica della Milano sforzesca. Fino al 1535 le sue sale furono frequentate da personaggi della corte, artisti, letterati, diplomatici, uomini d’arme. Le feste e i banchetti degli Atellani furono ricordati anche da Matteo Bandello, autore delle celebri Novelle.
Nel 1498, mentre Leonardo era impegnato nella realizzazione dell’Ultima Cena, Ludovico il Moro gli donò una vigna. Tra i suoi multiformi interessi infatti, il Genio da Vinci amava profondamente la natura, l’agricoltura, l’acqua, la botanica e i processi di trasformazione degli alimenti.
Per secoli della vigna si perse la memoria.
Soltanto nel Novecento lo storico Luca Beltrami, studiando antichi documenti catastali e mappe, riuscì a individuare con maggiore precisione l’area nella quale si trovava.
Durante le ricerche archeologiche condotte nell’area furono individuate tracce riconducibili agli antichi filari e materiale biologico delle radici. Le analisi permisero di identificare il vitigno come Malvasia di Candia Aromatica. Nel 2015, in occasione di Expo, la vigna fu quindi nuovamente piantata nel giardino della Casa degli Atellani. Nel 2018 arrivò addirittura la prima vendemmia moderna: l’uva fu vinificata e furono prodotte 330 bottiglie.
A valorizzare ulteriormente il complesso – casa e vigna – ci fu la “seconda vita” della Casa degli Atellani. Nel 1919 la proprietà fu acquistata dall’ingegnere e senatore Ettore Conti, importante protagonista dell’industria elettrica italiana che affidò la ristrutturazione al genero, l’architetto Piero Portaluppi.
E qui si apre un altro capitolo straordinario. Portaluppi non si limitò a restaurare l’edificio: lo reinterpretò. Unì le due antiche abitazioni, eliminò le separazioni tra le corti e creò il suggestivo sistema di ambienti che caratterizza oggi la casa. Il risultato è una eccezionale fusione fra architettura rinascimentale, elementi autentici recuperati, ricostruzioni, invenzioni decorative dello stesso Portaluppi, reperti provenienti da altri edifici, gusto novecentesco. Trasformò il giardino in uno spazio prospettico, utilizzando balaustre, statue, anfore, elementi architettonici e scorci studiati per creare effetti scenografici.
Tra gli ambienti più interessanti della casa, la Sala dello Zodiaco, già documentata nel XVI secolo, cui l’architetto ha aggiunto il suo motto “Faire sans dire” e la sala dei ritratti degli Sforza della scuola di Bernardino Luini.
Per questo Casa Atellani è molto più di un antico palazzo: è uno dei pochi luoghi di Milano nei quali è ancora possibile ricostruire fisicamente il paesaggio della città di Leonardo e Ludovico il Moro, cui si aggiungono l’opera di un maestro dell’architettura del Novecento e la rinascita della Vigna.

Ebbene, tutto questo è stato sottratto ai milanesi e, in sostanza, al paese da un imprenditore francese, Bernard Arnault, miliardario patron del gruppo LVMH, il più grande gruppo mondiale del lusso, nel dicembre 2022: una operazione, condotta con la massima discrezione, che ha coinvolto in aspre polemiche il ministero della Cultura.
Così Leonardo “milanese” è ritornato in Francia.
Vedi altri articoli “I luoghi di Milano di Ben Sicchiero”(Clicca qui)
© Riproduzione Riservata
Copyright Benito Sicchiero
Nutrimento & nutriMENTE






