Oregon, lo strano caso del frumento OGM

Oregon, lo strano caso del frumento OGM

Un campo di cereali geneticamente modificato, spuntato dal nulla e senza nessuno che ne rivendichi il possesso.

Questo il protagonista della storia americana raccontata dall‘Associated Press.

Secondo l’agenzia, tutto è iniziato in Oregon, quando un agricoltore locale ha denunciato un campo di cereali “abusivo” spuntato nei campi coltivati.

Le informazioni non sono abbondanti, ma secondo gli esperti USDA (Dipartimento dell’Agricoltura) si tratterebbe di frumento OGM Roundup Ready della Monsanto, protagonista di una
sperimentazione, condotta dal 1998 al 2005, in vari Stati Oregon compreso. Tuttavia, oltre ad essere terminata da tempo, la sperimentazione si è svolta in ambito controllato, cioè
non riguardando vegetali destinati alla libera coltivazione ed all’alimentazione umana.

Perciò, gli scienziati pensano ad un contaminazione clandestina: tra i principali sospetti, sabotatori umani (magari appartenenti a gruppi ecologisti radicali) o uccelli migratori, che
avrebbero diffuso i semi OGM. La stessa Monsanto, tramite comunicato stampa, si è
detta disponibile alla collaborazione con gli esperti governativi per risolvere la questione del mais d’Oregon.

In ogni caso, la vicenda del frumento OGM sta avendo diverse ripercussioni. Ripercussioni commerciali: al momento della diffusione della notizia, alcuni Paesi avevano bloccato l’importazione
dei cereali USA anche se l’Associated Press parla di “Impatto commerciale dell’episodio minimo”.

Ben diversa l’opinione delle associazioni ecologiste, che ritengono il caso del mais OGM ennesima prova dell’inaffidabilità dell’agricoltura geneticamente modificata.

In prima fila Greenpeace, che ribadisce
come “Questa contaminazione di frumento OGM conferma quanto Greenpeace sostiene da tempo: gli OGM non possono essere controllati una volta immessi in ambiente. Dopo un decennio, la
contaminazione è sempre li, e i consumatori rischiano di mangiare un prodotto mai autorizzato”. Perciò, “L’unico modo per proteggere il nostro cibo, l’agricoltura e l’ambiente
è fermare il rilascio di OGM in ambiente, comprese le sperimentazioni in campo. Per questo ribadiamo ancora una volta che è urgente adottare quelle misure di salvaguardia per
vietare su tutto il territorio italiano l’imminente coltivazione del mais OGM MON810 della Monsanto. Chi nell’attuale Governo non vuole tutelare le eccellenze alimentari del made in Italy”.

Matteo Clerici

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