Olio, per Confagricoltrua la partita dell'etichettatura va giocata a Bruxelles

Roma, 11 Ottobre 2007 – Un no annunciato, per Confagricoltura, quello della Commissione europea, perché la partita dell’etichettatura va giocata a Bruxelles, secondo le regole
della UE.

«Ora – commenta il presidente Federico Vecchioni – è importante che la filiera oleicola e il Governo italiano lavorino in sinergia, affinché il Paese di provenienza delle
olive e dell’olio sia sempre indicato sulle confezioni destinate al mercato europeo, così come già avviene per quelle esportate fuori dalla UE».

Confagricoltura ricorda che il dibattito sulle norme comunitarie di commercializzazione dell’olio di oliva è tuttora in corso presso le istituzioni europee e che in questo ambito
dovrà essere discussa anche la questione delle miscele tra olio di oliva e oli di semi, vietate nei paesi produttori del Mediterraneo, ma ammesse nei Paesi consumatori del nord Europa.

“Per questo – spiega il presidente di Confagricoltura – già dai tempi del primo tentativo di introduzione di una norma italiana, che subì la stessa sorte, abbiamo insistito per
lavorare alla modifica del Regolamento UE 1019, che detta le norme per la commercializzazione degli oli”.

La firma da parte del ministro De Castro, oggi, del decreto recante norme in materia di etichettatura, rischia, a parere di Confagricoltura, di essere sostanzialmente non risolutiva.

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