Olio extravergine d’oliva, verso un marchio etico?

Olio extravergine d’oliva, verso un marchio etico?

Un marchio etico per l’olio extravergine d’oliva, per valorizzare l’eccellenza quanto per difendere il consumatore.

E’ la proposta di Unaprol, ispirata da iniziative di associazioni dei consumatori in Norvegia e Gran Bretagna, attivatesi contro sfruttamento nel mercato del pomodoro.

Secondo il presidente Massimo Gargano, il marchio etico è una difesa necessaria contro “Comportamenti al limite della legalità”: evidenziati dall’ultimo rapporto
Eurispes/Coldiretti, spessi sono favoriti dall’agromafia e portano sugli scaffali prodotti “Solo per la chimica extra vergini, spacciati a 2,99 euro al litro sullo scaffale”. Di conseguenza, il
consumatore ferito tende a non acquistare, danneggiando l’intero settore.

Ecco allora l’idea del marchio etico, consegnato solo dopo controlli “A tutta la filiera produttiva e non in maniera verticale da produttore a consumatore”.

Tuttavia, conclude il presidente, il marchio etico sarebbe utile ma non bastante: la sua applicazione andrebbe rafforzata “Dalle istituzioni comunitarie con leggi tali da garantire il diritto
alla trasparenza dei consumatori”.

Matteo Clerici

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