Olio: etichetta d'origine obbligatoria

Firenze, 11 Ottobre 2007 – Finalmente dopo anni di battaglie in piazza ed in Parlamento grazie alla mobilitazione della Coldiretti i cittadini potranno sapere da dove proviene l’olio che
consumano tutti i giorni, è quanto affermano in Coldiretti nel commentare positivamente l’emanazione da parte del Ministro delle Politiche Agricole Paolo De Castro del decreto
sull’obbligo di indicare in etichetta la provenienza delle olive impiegate nell’olio vergine ed extravergine.

“Questo decreto è particolarmente importante per la nostra regione – sottolineano Tuilio Marcelli e Prisco Lucio Sorbo di Coldiretti Toscana – che è leader nella produzione di
olio a denominazione di origine, con una IGP e 5 Dop operative, che certificano circa un quinto dell’olio toscano. Sono oltre 70.000 le imprese agricole toscane che producono olio con 18
milioni di piante di olivo e una produzione stimata per la prossima annata intorno ai 140.000 quintali di olio. E’ una norma quindi che valorizza l’identità territoriale di un prodotto
che è alla base della dieta mediterrane e di grande importanze per l’economia agricola regionale”.

Con questo provvedimento verrà reso evidente in tutto l’olio l’origine delle olive utilizzate. L’annuncio è stato dato nel corso della manifestazione della Coldiretti con
centinaia di agricoltori, dei quali una buona parte provenienti dalla toscana, a Piazza Navona, dove sono stati portati olivi e frantoio per offrire l’olio nuovo che sarà il primo ad
essere imbottigliato con l’indicazione di origine obbligatoria in etichetta.

L’obbligo di indicare la provenienza delle olive impiegate in etichetta previsto dal decreto è un contributo alla trasparenza per impedire – sottolinea la Coldiretti Toscana – di
“spacciare” come Made in Italy miscugli di olio spremuto da olive spagnole, greche e tunisine, senza alcuna informazione per i consumatori. Un rischio reale se si considera che nei primi sei
mesi del 2007 si è verificato un aumento record del 30 per cento degli arrivi di olio di oliva estero proveniente soprattutto da Spagna, Tunisia e Grecia, mentre la produzione nazionale
è stimata in calo del 10 per cento rispetto allo scorso anno su valori di poco superiori ai 5 milioni di quintali, secondo le stime della Coldiretti.

Grazie a questo provvedimento dovrà essere indicata in etichetta l’origine delle olive per fare finalmente chiarezza e consentire ai consumatori di fare scelte di acquisto consapevoli.
Il decreto – riferisce la Coldiretti – prevede che sulle confezioni di olio d’oliva vergine ed extravergine siano indicati obbligatoriamente lo Stato nel quale le olive sono state raccolte e
dove si trova il frantoio in cui è stato estratto l’olio. Se le olive sono state prodotte in più paesi, questi andranno tutti indicati. Per i trasgressori – precisa la Coldiretti
– sono previste multe fino a 9.500 euro.

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