Olio, Cia Toscana: scatta l'etichetta “trasparente”

Firenze – Il presidente di Cia Toscana Giordano Pascucci: «Ora il provvedimento va difeso a livello Ue, 2 bottiglie su 3 provengono dall’estero, 103 mila quintali il prodotto
toscano nel 2007 (-40% rispetto al 2006).

L’olio d’oliva toscano e «made in Italy» è più tutelato dalle falsificazioni, dall’assalto degli «agropirati» e dalle sofisticazioni. Un bel sospiro di
sollievo per i produttori e per i consumatori toscani. E così anche il lavoro dei produttori, che puntano da anni alla qualità, potrà essere pienamente valorizzato, grazie
al nuovo decreto del ministro delle Politiche, alimentari e forestali Paolo De Castro sull’obbligo di indicare in etichetta la provenienza delle olive impiegate nell’olio vergine ed
extravergine.

«Ora, però, occorre impegnarsi a livello europeo per difendere il provvedimento -afferma il presidente- poiché è stato giudicato dalla Commissione Ue in contrasto con
il regime della concorrenza». Si è attestata sui 103.805 quintali la produzione di olio d’oliva nel 2007 (sui 5 milioni di produzione italiana) con un calo di oltre il 40% rispetto
all’annata 2006.

«Si tratta -afferma Pascucci (la Cia ha sempre sollecitato una misura in tal senso)- di un provvedimento importante, attraverso il quale si impedisce di ingannare i consumatori vendendo
come italiano un olio ricavato, invece, da miscugli diversi e soprattutto da olive provenienti da altri Paesi, come Grecia, Tunisia e Spagna. Un fenomeno, questo, molto diffuso e che ogni anno
provoca al nostro settore olivicolo nazionale un danno superiore ai 650 milioni di euro».

Nei mercati -avverte la Cia Toscana- si trova, infatti, olio straniero sempre più in abbondanza. Ormai su tre bottiglie due sono di olio proveniente dall’estero, ma i consumatori
italiani non lo sanno e le comprano come prodotto nazionale, in quanto manca una precisa informazione.

«Il decreto -aggiunge il presidente della Cia regionale- va, quindi, nella direzione giusta. Con il provvedimento, insomma, si giunge ad una completa trasparenza, garantendo sia i
consumatori che i produttori che in questo modo possono essere più tutelati. Insomma, uno stop deciso ai falsi oli d’oliva ‘made in Italy’».

D’altronde, senza un’etichetta chiara e trasparente e soprattutto in mancanza dell’indicazione di origine, per l’olio d’oliva toscano, oltre al danno economico rilevante, significa avere
-rimarca la Cia Toscana- pesanti ripercussioni anche per l’immagine del nostro prodotto sui mercati mondiali.

Il nostro Paese -conclude la Cia Toscana- è il secondo produttore europeo di olio di oliva con una produzione che supera le 500.000 tonnellate (ricavate da 250 milioni di piante), due
terzi delle quali extravergine e con molte Dop e Igp. Da non dimenticare poi il biologico. Il tutto per un valore produttivo che si avvicina ai 2,2 miliardi di euro.

Leggi Anche
Scrivi un commento