Coldiretti: «In vigore l'etichetta salva olio italiano»

Con il 17 gennaio 2008 entra in vigore lo storico decreto salva olio di oliva italiano per garantire la provenienza nazionale dell’extravergine in commercio ed impedire di
«spacciare» come Made in Italy miscugli di olio spremuto da olive spagnole, greche e tunisine, come è avvenuto fino ad ora senza alcuna informazione per i consumatori.

Lo rende noto la Coldiretti, che ha fortemente sostenuto con la mobilitazione il provvedimento, nel sottolineare che è scaduto il termine di novanta giorni dalla pubblicazione sulla
Gazzetta Ufficiale N.243 del 18 ottobre del Decreto recante «Norme in materia di indicazioni obbligatorie nell’etichetta dell’olio vergine ed extravergine» previsto per l’entrata in
vigore.

Occorre attivare i controlli negli stabilimenti per assicurare che tutti gli oli etichettati, d’ora in poi, rispettino le condizioni fissate dal Decreto che – sottolinea la Coldiretti – prevede
che sulle confezioni di vergine ed extravergine siano indicati obbligatoriamente lo Stato nel quale le olive sono state raccolte e dove si trova il frantoio in cui è stato estratto
l’olio, mentre se le olive sono state prodotte in più paesi, questi andranno tutti indicati in ordine di quantità decrescente, con la possibilità di multe fino a 9.500 euro
per i trasgressori di ogni singola violazione.

Di fatto, fino ad ora, quasi Ia metà dell’olio «italiano» venduto sul territorio nazionale – spiega la Coldiretti – è spremuto da olive di cui non si conosce la
provenienza che, grazie al provvedimento, dovrà invece essere indicata in etichetta per fare finalmente chiarezza per consentire ai consumatori di fare scelte di acquisto consapevoli. Si
tratta – precisa la Coldiretti – di una risposta coerente al desiderio di sapere da dove viene il cibo che acquistano espresso, secondo l’indagine Coldiretti/Swg, dal 98 per cento degli
italiani e dal 97 per cento degli europei.

Per non cadere nelle trappole del mercato ed aiutare i cittadini a fare scelte di acquisto consapevoli, la Coldiretti ha organizzato una iniziativa dimostrativa per svelare i segreti per
riconoscere il vero extravergine Made in Italy e riconoscere dalle etichette l’origine dell’extravergine che si acquista. E’ possibile essere sicuri di acquistare olio ottenuto esclusivamente
da olive italiane scegliendo – sostiene la Coldiretti – uno dei 38 extravergini a denominazione di origine (Dop) prodotti in Italia, acquistando direttamente nelle aziende agricole oppure
verificando attentamente che sulle etichette ci sia scritto il luogo di origine delle olive come «da olive raccolte in Italia», «da olive coltivate in Italia», «da
olive prodotte in Italia» o «100% olive italiane» e non solo il luogo di confezionamento dell’olio.

Se l’extravergine in vendita nei prossimi giorni non riporterà queste indicazioni significa – precisa la Coldiretti – che si tratta di olio straniero o ottenuto da miscugli di olive con
origine anche diversa da quella nazionale. L’assenza di indicazioni sull’origine delle olive può invece significare due cose: o il mancato rispetto della legge o il fatto che si tratta
di olio imbottigliato prima del 17 gennaio per il quale il decreto concede la possibilità di 18 mesi di tempo per la commercializzazione.

L’obbligo di indicare l’origine delle olive impiegate in etichetta previsto dal decreto è – sottolinea la Coldiretti – un contributo alla trasparenza se si considera che si è
verificato un aumento record del 25 per cento degli arrivi di olio di oliva estero proveniente soprattutto da Spagna, Tunisia e Grecia, nei primi nove mesi del 2007, mentre la produzione
nazionale è stimata in calo del 15 per cento rispetto all’anno precedente su valori di poco superiori ai 5 milioni di quintali, secondo le stime della Coldiretti.

L’obbligo di indicare l’origine in etichetta consente anche di salvaguardare l’identità territoriale di un prodotto come l’olio di oliva che è alla base della dieta mediterranea
di fronte ad un preoccupante calo dei consumi familiari che in quantità nel primi nove mesi del 2007 si sono ridotti dell’1,2 per cento, secondo i dati Ismea Ac Nielsen. In Italia si
stima un consumo nazionale di 14 kg a testa con una prevalenza al 78 per cento per l’extravergine.

La norma per l’indicazione di origine in etichetta consente di verificare oltre al marchio la reale origine delle olive impiegate e quindi anche di valorizzare gli oliveti italiani che possono
contare su 250 milioni di piante, molte delle quali secolari o situate in zone dove contribuiscono al paesaggio e all’ambiente. L’Italia – continua la Coldiretti – è il secondo
produttore europeo di olio di oliva, con due terzi della produzione extravergine e con 38 denominazioni (Dop/Igp) riconosciute dall’Unione Europea, che sviluppano un valore della produzione
agricola di circa 2 miliardi di Euro e garantiscono un impiego di manodopera per circa 50 milioni di giornate lavorative. Dal punto di vista commerciale le importazioni di 430mila tonnellate
superano nettamente le esportazioni pari a 280mila tonnellate.

«L’entrata in vigore del provvedimento è un momento molto atteso dalla Coldiretti che, assieme alle associazioni dei consumatori, ha raccolto un milione e mezzo di firme per una
iniziativa di legge popolare su questo obiettivo» afferma il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel sottolineare che «vigileremo per garantire una corretta applicazione del
provvedimento e per impedire ritardi ed omissioni che danneggiano le imprese ed in consumatori».

L’OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA MADE IN ITALY IN CIFRE
Patrimonio olivicolo nazionale: 250 milioni di piante
Produzione nazionale annata 2007/2008: 5 milioni di quintali
Posizione a livello europeo: 2° produttore Ue dopo la Spagna
Calo produzione nazionale rispetto 2005/2007: 15 per cento
Incremento importazioni: 25 per cento in primi 9 mesi del 2007
Consumo nazionale : 14 kg a testa
Calo consumi -1,2 per cento in primi 9 mesi 2007
Oli extravergine d’oliva Dop/Igp: 38
Fatturato settore: 2 miliardi di euro
Impiego di manodopera: 50 milioni di giornate lavorative
Fonte: Elaborazioni Coldiretti

REGIONE

PRODUZIONE 2007 (quintali)

VARIAZIONE % 2006-2007

PIEMONTE

67

LOMBARDIA

8.137

15%

VAL D’AOSTA

TRENTINO A.A.

2.820

25%

VENETO

20.184

50%

FRIULI V.G.

805

LIGURIA

29.381

– 15%

EMILIA ROMAGNA

5.743

– 35%

TOSCANA

103.805

– 40%

UMBRIA

84.636

– 40%

MARCHE

22.095

– 45%

LAZIO

159.503

– 40%

ABRUZZO

135.162

– 40%

MOLISE

45.227

– 40%

CAMPANIA

343.210

15%

PUGLIA

2.093.226

BASILICATA

50.443

– 25%

CALABRIA

1.467.900

– 30%

SICILIA

366.251

– 15%

SARDEGNA

62.083

– 30%

TOTALE

5.000.675

– 15 %


Fonte: Elaborazioni Coldiretti su dati Ismea

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