Olio: in etichetta è obbligatoria la provenienza delle olive

Firenze – 50 mila firme, tanti sono stati i consumatori che hanno sottoscritto la petizione organizzata da Coldiretti in Toscana per chiedere l’etichettatura trasparente dell’olio
extravergine d’oliva e che, finalmente, potranno sapere con esattezza da dove provengono le olive da cui è stato estratto il condimento che acquistano.

Domani scadono infatti i novanta giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (la n. 243 del 18 ottobre) del decreto «norme in materia di indicazioni obbligatorie nell’etichetta
dell’olio vergine ed extravergine», lo strumento capace di offrire informazioni chiare e trasparenti ai consumatori, ma anche certezze alle imprese che non saranno più costrette a
confrontarsi con la concorrenza sleale di produttori capaci di spacciare per made in Italy miscugli di incerta provenienza.

Il 17 gennaio sarà dunque una data da ricordare anche la Toscana, dove si producono più di 103.000 quintali dei 5 milioni di extravergine spremuti in Italia e dove, comunque, una
bella fetta di prodotto, essendo a denominazione di origine, è già tenuto a dichiarare la provenienza delle olive da cui viene ricavato. Presto anche il resto dell’extravergine
dovrà adeguarsi. E qualcuno per la verità lo ha già fatto, anticipando i tempi, per andare incontro ai desideri dei consumatori che sempre più spesso dimostrano di
voler conoscere con certezza da dove arriva ciò che portano in tavola.
Quattro le imprese agricole, precedendo l’entrata in vigore del decreto salva olio d’oliva italiano, hanno già indicato in etichetta la provenienza delle olive. Sono la Fattoria Le
Ginestre di Carmignano, l’azienda Pieve di San Cresci di Greve in Chianti, l’azienda agricola Del Bello di Vaiano, l’azienda agricola Poggio alle Lame di Tavarnelle Val di Pesa: le loro
bottiglie sono state esposte oggi a Roma, in occasione della conferenza stampa con distribuzione di bruschetta, organizzata da Coldiretti per salutare il provvedimento, sollecitato con
iniziative, manifestazioni e la raccolta di firme.

«L’entrata in vigore del provvedimento è un momento molto atteso da Coldiretti che, assieme alle associazioni dei consumatori, nella nostra Regione ha raccolto oltre 50.000 firme,
tra cui quelle di molti politici, amministratori, opinion leader, a sostegno di una iniziativa di legge popolare su questo obiettivo», spiega il presidente toscano Tulio Marcelli.
«Adesso vigileremo per garantire una corretta applicazione del provvedimento e per impedire ritardi ed omissioni che danneggiano le imprese ed in consumatori», aggiunge il direttore
di Coldiretti Toscana Prisco Lucio Sorbo.

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