Ognissanti: ancora un tutto esaurito per gli agriturismi

Tutto esaurito per gli agriturismi aperti per il lungo ponte di Ognissanti, saranno, infatti, almeno in duecentomila trascorrere il tempo libero in campagna, a contatto con la natura e all’aria
aperta, pronti a gustare i piatti tipici di qualità e legati con il territorio. E’ quanto sottolinea la Cia-Confederazione italiana agricoltori che, insieme alla sua associazione per
l’agriturismo, Turismo Verde, ha effettuato un’indagine sul territorio nazionale, dalla quale si ricava prenotazioni in agriturismo al “top”, il che conferma il trend positivo già
registrato durante la scorsa estate.

Secondo la Cia e Turismo Verde, il merito di questa ulteriore perfomance non è da attribuire solo della voglia di relax degli italiani e dalla scelta effettuata da molti stranieri,
soprattutto tedeschi, seguiti da francesi, inglesi e spagnoli che per questo fine settimana hanno optato per l’agriturismo nel nostro Paese. Merito è anche dei prezzi molto convenienti.
Solo pochi, infatti, i casi di aziende che hanno ritoccato in rialzo i listini rispetto allo scorso anno. Sempre vincente è, comunque, il buon rapporto qualità-prezzo: sono
proprio gli agriturismi che hanno saputo leggere le richieste degli ospiti ed hanno investito sulla qualità ad avere o i risultati più positivi. Una migliore qualità dei
servizi significa preferenza nell’utilizzare prodotti certificati, menù che ripropongono le tradizioni culinarie locali, attenzione e cura nell’offrire agli ospiti la possibilità
di “vivere” l’azienda ed il territorio, organizzazione di corsi di degustazione e non, che oltre a costituire una ulteriore occasione di intrattenimento per gli ospiti, aiuta le aziende a
formare consumatori più consapevoli.
Le mete più gettonate, anche per la vicinanza di città d’arte, sono ancora -segnala Turismo Verde-Cia- quelle tradizionali della Toscana, dell’Umbria, delle Marche, del Veneto. Ma
anche le altre regioni tengono bene, ognuna con la sua peculiarità di offerta. Molto richiesta, ad esempio, la vacanza naturalistica, soprattutto in Lombardia, Piemonte, Liguria, Abruzzo
e Trentino. Molte le prenotazioni anche nelle regioni del Sud e nelle Isole.
Da rilevare, inoltre, che è cambiata -secondo Turismo Verde-Cia- la domanda: sia gli ospiti italiani che quelli stranieri preferiscono la vacanza breve, il week-end lungo (come il
prossimo), consultando, nel 60 per cento dei casi, le guide on-line. E’, però, ancora forte il passaparola, che significa premiare quelle aziende che hanno fatto dell’ospitalità
una forma di accoglienza attenta, curata e professionale.

L’identikit dell’agriturista

Ha un’età compresa fra i 30 e i 45 anni, nel 50 per cento svolge il lavoro d’ufficio, si sposta sempre con la famiglia (composta di tre-quattro persone), ha un reddito medio-alto, ha un
livello culturale medio, ama la natura e i piatti tipici, soprattutto quelli biologici. Questo l’identikit dell’agriturista italiano che emerge da un’indagine condotta da Turismo Verde,
l’associazione della Cia- Confederazione italiana agricoltori, presso un campione di aziende che copre l’intero territorio nazionale.
L’ospite dell’agriturismo -sottolinea Turismo Verde- parte preferibilmente in agosto nel 76,4 per cento, seguono le vacanze di Pasqua (70,4 per cento dei casi), a Natale e in luglio (60,8 per
cento) e trova l’agriturismo con il passaparola (32,5 per cento) o su internet (31,3 per cento) delle volte. Un “popolo” che è aumentato negli ultimi 5 anni di circa il 70 per
cento.
La scelta di fare una vacanza in un’azienda agrituristica, secondo l’indagine, é dettata principalmente dal desiderio di tranquillità, di contatto con l’ambiente rurale e con il
paesaggio, dalla ricerca di prodotti genuini legati alla tradizione italiana.
Dall’indagine si rileva che la scelta agrituristica è dettata dall’accoglienza familiare dell’azienda che è preferita al rapporto impersonale degli alberghi. La vacanza per
l’agriturista deve essere svago, riposo, rispetto della natura e riscoperta di vecchi sapori di piatti tipici delle nostre regioni.
Amante della tranquillità rurale e dei buoni cibi genuini é anche l’agriturista straniero. Predilige, sempre secondo l’indagine, le aziende dell’Italia centrale (inglesi e
tedeschi, in particolare) e specialmente quelle vicine alle città d’arte e ai luoghi che hanno attrattive culturali (musei, mostre) e religiose (conventi, abbazie), ma anche in zone dove
ci sono terme. Quindi, non solo buona tavola e tranquillità. Cultura e aspetti salutistici, specie in questi ultimi anni, hanno a far breccia. E questo si riscontra pure nell’agriturista
italiano.
Il turista straniero ama molto fare passeggiate a cavallo e il relax in piscina, che risulta uno dei servizi più richiesti.
La buona cucina della tradizione italiana, fatta di cibi tipici e genuini che non si trovano nei normali circuiti commerciali, e la tranquillità dell’azienda, dove si ha un clima
familiare, restano i motivi principali della scelta agrituristica degli stranieri. I quali sono molto abitudinari e scelgono di trascorrere la vacanza sempre nella stessa azienda.

L’agriturismo in cifre

2006
(consuntivo) 2007
(previsioni)Variazione %

Aziende agrituristiche 15.78016.500 4,6
” con alloggio12.50013.100 4,8
Posti letto n. (in migliaia)160,0167,7 4,8
Posti letto per azienda (in media)12,812,8—
Arrivi (in milioni)2.62,9 10,5
” stranieri 25%%—
Presenze con pernottamento (in milioni)12,013,0 8,3
Durata media soggiorno (giorni)4,54,4- 2,2
Aziende con ristorazione7.5007’950 6,0
” senza alloggio3.9504.200 6,3
Aziende con agricampeggio920950 3,2
Aziende con cavalli1.4001.410 0,7
Giro d’affari (in milioni di euro)883949 8,9

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