OGM: “La competitività dell'industria agroalimentare europea è fondata sulla biodiversità!”
13 Giugno 2008
Il Sottosegretario allo Sviluppo Economico Adolfo Urso, intervenendo a Bruxelles alla prima riunione del Gruppo ad alto livello europeo per rendere più competitiva l’industria
agroalimentare comunitaria, ha affermato che c’è la necessità che «l’Europa si apra alla ricerca nel campo degli organismi geneticamente modificati, tanto più per
quanto riguarda l’uso di OGM per biocarburanti».
La coalizione ItaliaEuropa-Liberi da Ogm commenta, attraverso il suo portavoce Roberto Burdese:
«L’intervento di Urso è l’ennesima apertura del Governo sul tema OGM, dopo le dichiarazioni di Frattini e Berlusconi nei giorni scorsi, favorevoli all’utilizzo di OGM per
fronteggiare la crisi alimentare e la fame.
In tema di biocarburanti, la proposta di ricorrere agli OGM appare del tutto impraticabile dal momento che oggi essa si traduce sostanzialmente nella produzione di etanolo da mais
(geneticamente modificato, appunto); la comunità scientifica internazionale ha dimostrato come la produzione di etanolo da mais non sia un’alternativa valida al petrolio né sul
piano energetico né su quello ambientale e la stessa Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) si è espressa chiaramente in senso negativo rispetto a
questo indirizzo.
Riguardo alla precisazione del ministro che evidenzia come debbano essere destinati alla produzione di biocarburanti solo i terreni non utilizzati per produzioni alimentari, un dato
d’attualità emerge significativamente: in Italia nel 2007 erano 70.000 gli ettari dedicati a questo tipo di coltivazione; nel 2008 invece, a causa della particolare congiuntura di
mercato, favorevole per i prezzi delle materie prime, la disponibilità di terra si è ridotta a soli 20.000 ettari.
Ribadiamo inoltre che, così come gli OGM non sono una soluzione al problema fame, è ancora più evidente che non rappresentano una prospettiva economicamente vantaggiosa in
tema di competitività dell’industria agroalimentare comunitaria. Il settore agricolo e alimentare della UE, e quello italiano a maggior ragione, è oggi il migliore del mondo e ha
storicamente fondato il suo successo sulla biodiversità e sulle risorse (materiali e immateriali) delle comunità locali. Inserire l’opzione OGM nell’agricoltura europea significa
contaminare gli assett fondamentali di questo sistema agroalimentare.
Ci auguriamo che le recenti aperture del Governo italiano, che vanno contro la volontà della maggioranza degli italiani, non abbiano seguito poiché si tratterebbe di decisioni con
un impatto pesantemente negativo sul sistema agroalimentare del nostro paese, sul suo sviluppo e sulla sua sostenibilità economica futura.»
LA COALIZIONE ITALIAEUROPA LIBERI DA OGM E’ COMPOSTA DALLE SEGUENTI ORGANIZZAZIONI:
Acli, Adiconsum, Adoc, Adusbef, Agci Agrital, Aiab, Alpa, Assocap, Avis, Cia, Cic, Città del Vino, Cna, Codacons, Coldiretti, Confartigianato, Consorzio del Parmigiano Reggiano, Coop,
Copagri, Fedagri, Federconsumatori, Focsiv, Fondazione Diritti Genetici, Greenpeace, Legacoop agroalimentare, Legambiente, Libera, Res Tipica, Slow Food Italia, Unci, Vas, Wwf.
Il coordinatore della Coalizione ItaliaEuropa-Liberi da OGM è Roberto Burdese, Presidente di Slow Food Italia.




