Ogm: Dopo la sentenza della Corte di Stato è battaglia aperta

Ogm: Dopo la sentenza della Corte di Stato è battaglia aperta

Semine ogm sì, semine ogm no. Vista l’imminenza di Sanremo potrebbe essere il leit motiv di una canzonetta e invece è il leit motiv di un braccio di ferro serissimo, dai toni sempre
più accesi, che va a toccare principi “alti” come la libertà d’impresa e la libertà individuale, ma anche la sovranità alimentare e la sovranità di uno Stato
per quanto membro della Comunità Europea.

A scatenarlo una sentenza della Corte di Stato, massimo grado della magistratura amministrativa, che, accogliendo le tesi di un imprenditore agricolo friulano, impone al Ministero
dell’Agricoltura (e quindi allo Stato Italiano) di avviare le procedure che portano all’autorizzazione a seminare mais Ogm già ammessi dalla Comunità Europea (in pratica il Mon810
della Monsanto).

I sostenitori delle semine ogm, raccolte dall’associazione Futuragra, ma appoggiati anche dall’organizzazione degli imprenditori agricoli Confagricoltura e da Assobiotech, esultano, e leggono la
sentenza come una decisione che “ha ripristinato la legalità” e garantito la “libertà d’impresa” se non addirittura la libertà individuale. Ma non basta, Futuragra ha
annunciato oggi da Milano che 1000 agricoltori sono pronti a chiedere l’autorizzazione alla semina e se il Ministro Zaia farà opposizione chiederanno i danni già quantificati in 200
milioni di euro.   Ce ne è abbastanza per scatenare le reazioni.

Il ministro Zaia in missione a Mosca rilascia un comunicato stringato ma significativo: “Lavoreremo per garantire il diritto dei consumatori ad avere cibi Ogm-free e quello degli agricoltori di
continuare a produrre agricoltura di qualità. Faremo tutto il possibile nell’ambito di ciò che la legge consente. Non esiste una sola strada, ve n’é più d’una: le
proveremo tutte, purché venga rispettata la volontà dei cittadini italiani”. A proposito di danni economici alle imprese la deputata del Pd Susanna Cenni chiede: “chi
ripagherà ai coltivatori non-ogm i danni da contaminazione da coltivazioni ogm?” visto che ancora non esistono i piani regionali per la coesistenza.   

Nel frattempo gli uffici del Ministero studiano le strade percorribili per risolvere il problema. Mario Capanna, presidente dei Diritti Genetici e promotore qualche anno fa di una consultazione
nazionale con la quale 3 milioni di italiani si sono pronunciati contro i semi biotech, suggerisce un decreto d’urgenza che ribadisca i contenuti della cosiddetta “circolare Alemanno” con la
quale si subordinano le semine ogm all’adozione da parte delle Regioni dei piani di coesistenza. Il senatore Pd Francesco Ferrante, ex direttore generale di Legambiente, ha depositato, anche a
nome del partito, un’emendamento al milleproroghe che di fatto annullerebbe gli effetti della sentenza imponendo una moratoria alle semine ogm fino a quando le Regioni non avranno varato i piani
di coesistenza. Quanto alla libertà d’impresa invocata da Confagricoltura il senatore Pd replica “la libertà di ognuno finisce dove comincia quella degli altri”.   

Il presidente di Coldiretti, la potente organizzazione agricola da sempre in prima linea per difendere un’agricoltura libera da ogm oggi fa appello alle forze dell’ordine per “far rispettare il
diritto dei cittadini a mantenere il proprio territorio libero da contaminazioni se si tenterà di seminare organismi geneticamente modificati in assenza della necessaria autorizzazione”.
  

E mentre l’Italia è in subbuglio domani a Bruxelles ri si riuniscono le regioni europee Ogm free per promuovere il marchio europeo per i prodotti liberi da ogm. A guidare le regioni paesi
come Germania, Austria e Francia.

Maria Gabriella GianniceAnsa.it per Newsfood.com

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