Ogm: Bruxelles prepara la deregulation
8 Giugno 2010
Bruxelles – E’ pronta la strategia promessa dal presidente della Commissione europea José Manuel Barroso per lasciare liberi i singoli governi europei di scegliere se coltivare o
meno sul loro territorio gli Organismi geneticamente modificati, e rispettare al meglio le richieste dei cittadini europei. Cibo di Frankenstein per gli ambientalisti a cui hanno decretato
guerra; nuove opportunità di sviluppo invece per l’industria biotecnologica, sul futuro degli Ogm Bruxelles sembra aver trovare la soluzione salomonica per uscire da un impasse che dura da
oltre un decennio.
Sulla base del progetto su cui la Commissione europea si sta confrontando, Bruxelles fa leva su due elementi chiave pur mantenendo fermo il sistema attuale di autorizzazione degli Ogm, basato
sulla valutazione scientifica dell’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa).
Il primo elemento, è un intervento di deregulation che modifica la normativa Ue in vigore del 2001: di fatto, si lascia la libertà per gli Stati membri “di proibire, restringere o
impedire” la coltivazione di Ogm sul proprio territorio. Insomma, Ogm “a la carte”, dove lo Stato membro, al termine della procedura di autorizzazione, informa la Commissione europea se intende
applicarlo, oppure vietarlo su tutto il territorio nazionali o solo in parte. E questo senza ricorrere a giustificazione legate all’ambiente o alla salute.
Sul secondo fronte, per gli Stati membri che vogliono produrre Ogm, Bruxelles ritiene necessaria una revisione delle attuali raccomandazioni in materia di coesistenza tra produzioni Ogm e quelle
convenzionali o biologiche. Si punta a divulgare le migliori pratiche per capire a quali condizioni, la coesistenza tra produzioni Ogm e Ogm free è realizzabile.
Nulla è per il momento deciso, ma alla Commissione europea insorgono contro le organizzazione ambientaliste che vedono nel nuovo approccio un modo per accelerare le produzioni di Ogm a
fianco delle produzioni Ogm free. “Vogliamo rispondere alle domande sempre più pressanti di una parte degli Stati membri che chiedono più autonomia – spiegano fonti comunitarie
concordi – ma anche uscire dall’impasse in cui si dibatte da anni il processo di decisione europea”.
Fino ad oggi infatti, il Consiglio dei ministri Ue non è mai riuscito a pronunciarsi in favore o contro una richiesta di autorizzazione per un nuovo Ogm, lasciando quindi l’ultima parola
alla Commissione europea.
A Bruxelles c’é voglia di far decollare la nuova normativa al più presto: a fine mese il progetto di proposte potrebbe essere discusso dal Comitato europeo di regolamentazione degli
Ogm, per poi essere approvato dalla Commissione europea, tra la prima e la seconda settimana di luglio.
Il tempo stringe, al momento sei richieste di Ogm sono in attesa del via libera definitivo – spiegano ancora le fonti – poi si spera che saranno gli Stati membri, in base alla nuova normativa, a
raggiungere una posizione comune sui vari dossier. A ognuno, “le proprie responsabilità”.
Patrizia Lenzarini – Ansa.it per NEWSFOOD.com





