Ogm, braccio di ferro in Vaticano

Ogm, braccio di ferro in Vaticano

“Troviamo singolare che, mentre il Pontefice denuncia senza mezzi termini la realtà di sfruttamento che si nasconde dietro gli Ogm nel continente africano, la Pontificia accademia delle
scienze stia preparando una settimana di studi completamente schierata a favore del biotech”.

La denuncia arriva da Mario Capanna, Presidente della Fondazione Diritti Genetici, che mette in evidenza le contraddizioni dell’iniziativa.

“Dal 15 al 19 maggio prossimo – spiega Capanna in una nota – tutti i maggiori sponsor del biotech, a cominciare dalla Monsanto, proprio una di quelle multinazionali che secondo il documento
vaticano appena presentato in Africa, “continuano ad invadere gradualmente il continente africano per appropriarsi delle risorse naturali”, sfileranno in Vaticano per osannare gli Ogm come
soluzione alla crisi alimentare”.

“Ciò che più colpisce – prosegue il Presidente della Fondazione Diritti Genetici – è l’unilateralità dell’impostazione. Nessuna delle centinaia di organizzazioni
sociali e scientifiche che propongono un modello di sviluppo alternativo agli Ogm, fondato sulla qualità e sul rispetto dei popoli e dei territori, è stata infatti invitata
all’evento. Io stesso ho scritto a Nicola Cabibbo e a Monsignor Marcelo Sanchez Sorondo, rispettivamente Presidente e Cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze, per denunciare il
fatto ma non ho ricevuto risposta.

Evidentemente si teme un confronto che possa dimostrare come gli assunti su cui si regge l’iniziativa siano assolutamente antiscientifici oltre che antipapali”.

Spiega infatti Capanna: “Il convegno presenta gli Ogm come soluzione al problema della fame nel mondo. Peccato però che gli studi scientifici, oltre alle dichiarazioni del Papa,
smentiscano questa posizione. Gli ultimi dati sulla diffusione commerciale degli Ogm indicano infatti che, a ben tredici anni dalle prime semine biotech e a diversi lustri dall’avvio delle
relative ricerche e sperimentazioni, soltanto quattro colture e due tratti transgenici sono stati messi a disposizione degli agricoltori, nessuno di questi per combattere la fame. In secondo
luogo una ricerca appena commissionata, tra gli altri, da Banca Mondiale e Fao, che ha coinvolto 400 scienziati e decine di Paesi del Nord e del Sud del mondo, ha chiarito in modo
inequivocabile che le colture transgeniche non sono una soluzione per la fame o la povertà. E lo stesso Pontefice, in occasione della Giornata mondiale della pace, aveva già
ricordato che il problema della fame nel mondo non deriva certo dalla mancanza di cibo ma da questioni ben più complesse, come ad esempio la speculazione finanziaria, e che dunque non
è risolvibile attraverso l’applicazione di una nuova tecnologia.

Ci chiediamo dunque perché la Pontificia accademia delle scienze organizzi un convegno che ha il sapore della propaganda in favore delle multinazionali più che del consesso
scientifico, e che è in aperto contrasto sia con la realtà che con lo stesso pensiero del Papa. Finora, però, non abbiamo ricevuto risposta.”

In allegato il testo integrale della lettera e dell’allegato tecnico inviati da Mario Capanna al Prof. Nicola Cabibbo e a Monsignor Marcelo Sanchez Sorondo, rispettivamente Presidente e
Cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze.

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