Obesità infantile: piccoli, grassi e felici?

Obesità infantile: piccoli, grassi e felici?

Spesso, i bambini nella fase di crescita trovano difficile resistere a cibi non proprio salutari, come merendine, hamburger, patatine fritte, caramelle, bibite, non solo per il gusto attraente,
ma anche per l’effetto psicologico positivo che tali alimenti provocano nei piccoli golosi.

A dirlo, una ricerca condotta da Hung-Hao Chang della Taiwan University e Rodolfo Nayga dell’University of Arkansas.

I due studiosi hanno lavorato con 2.366 bambini d’età compresa tra i 2 e i 12 anni, analizzando in particolare l’eventuale correlazione tra cibo da fast food stato fisico (obesità o
no) e stato psicologico.

Osservando così i soggetti, Chang e Nayga hanno così constatato che un bambino su quattro è in soprappeso od obeso; circa il 19% degli intervistati ha dichiarato di essere
stato sovente o alcune volte triste, infelice o depresso. Ciò indica come, molto spesso, il cibo è usato a mò di contraltare per combattere emozioni negative.

Purtroppo, questo modo di fare, ha degli effetti deleteri sulla salute: la nutrizionista Carina Norris ha, infatti, sottolineato come ci sono molte cose che rendono felici le persone, ma non
è detto che queste facciano necessariamente bene, ed il cibo “spazzatura” rientra nella categoria.

L’obesità infantile è un fenomeno in continua crescita; i nutrizionisti ritengono che, nella sola Italia, il 24% dei bambini di 8 e i 9 anni è in soprappeso e il 13,5%
è obeso.

A fronte di questi dati, gli esperti del settore consigliano di curare con più attenzione lo stato psicologico dei più giovani, in modo da evitare che questi ricorrano al cibo come
panacea dell’infelicità.

Matteo Clerici

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