Nutrimi: forum di nutrizione pratica e chiarezza su tante bufale

Nutrimi: forum di nutrizione pratica e chiarezza su tante bufale

Chi “controlla” il signore in giacca bianca che con un cavolo in mano dal video dispensa “consigli” di come e cosa mangiare non tanto per stare bene quanto per combattere le malattie e quelle di cui non si è riusciti a risalire alle origini e quindi molto complicato trovare il farmaco giusto per eliminarle?

Nutrimi-1

Così, chi ha partecipato alla due giorni di Nutrimi, il forum di nutrizione pratica che si è svolto a Milano, ascoltando le relazioni di illustri cattedratici avrà pensato alle numerose trasmissioni televisive e, probabilmente, avrà avuto non poche difficoltà se scegliere di farsi una grassa risata o decidere di dare l’addio ad una sorta di strumento di informazione piuttosto superficiale. Perché due giorni di Nutrimi hanno fatto chiarezza di migliaia di ore di trasmissioni televisive o di miliardi di parole sparate sul web e, spesso, anche diramate attraverso la carta stampata.
A Milano, al X forum della nutrizione pratica, infatti, sono state affrontate diverse tematiche chiave in uno scenario caratterizzato da una diffusione virale e spesso allarmistica di notizie riguardanti alimenti, dieta e salute. Il ricco programma scientifico, articolato in sessioni tematiche, ha visto la partecipazione di esperti, anche internazionali, che hanno presentato le più recenti evidenze scientifiche, ricerche e casi pratici nel settore della Nutrizione.
Vediamone qualcuna.

Olio di palma: quali effetti negativi? … Nessuno!
Gli esperti a Nutrimi si sono occupati di questo prodotto considerato un ingrediente non salutare per via del suo contenuto di acidi grassi saturi e l’associazione tra questi e il rischio di malattie cardiovascolari. La sintesi di Elena Fattore dell’Istituto di ricerche farmacologiche “Mario Negri”:  “Recentemente sono stati pubblicati alcuni studi su giornali scientifici internazionali di alto profilo che non hanno confermato l’esistenza di tale associazione e l’evidenza scientifica disponibile fino a questo momento in letteratura non supporta che si possano verificare effetti negativi sulla salute legati all’attuale consumo alimentare di olio di palma”.

Carne rossa: come il fumo? … Una “bufala”.
Carlo Gambacorti Passerini, docente di ematologia all’Università di Milano-Bicocca ha spiegato che assimilare il fumo alla carne non trova sostanza dato che la carne non solo apporta nutrienti indispensabili per l’organismo, come i globuli rossi e il ferro, ma che “la possibilità di arrivare a sviluppare un tumore ai polmoni è 10 volte maggiore se si fumano 1 o 2 pacchetti di sigarette al giorno, mentre non esiste una crescita esponenziale persino se si mangiano 100 gr o 200 gr di carne rossa al giorno”. Ecco ridimensionata anche l’allarme dell’Oms sui timori legati al consumo di carne rossa che recentemente ha inserito nella lista delle sostanze cancerogene e, insieme al fumo, le carni lavorate.

Social network: tra neofobie e guerre sante.
Mangiare sano: una nuova moda pericolosa? Forse sì. Di fatto, è sufficiente pensare alle neofobie per il glutine, il latte, la carne, l’olio di palma ed alle “guerre sante” contro di essi, non più combattute sul campo ma a colpi di web… siti internet, blog, social network. Cosa ne pensa Ersilia Troiano, presidente dell’Associazione nazionale dietisti (Andid)? Risposta: “Quel nutrizionismo per il quale tutto si riduce a un’attenzione affannosa per i nutrienti e le calorie, anziché considerare quel tutto in una logica globale di alimenti, stile di vita e benessere, facendo dimenticare alle persone che ogni giorno in tavola si mettono alimenti e non nutrienti, e che a nulla servono informazioni prese qua e là, se non si riesce ad armonizzarle in un piatto da preparare o in un modello alimentare da costruire e/o seguire. Ciò che è davvero estremamente preoccupante è che siccome tutti mangiano, tutti credono di essere esperti di alimentazione, complici ancora una volta la rete ed i social”.
Confortano solo i dati di una recente ricerca circa i “consiglieri” affidabili. Così, si apprende che  i cittadini acquisiscono la maggior parte delle informazioni sulla salute dal medico di medicina generale (90,3%), seguito dal medico specialista (27%), dalla televisione (19,3%) e da internet (19,2%). Fa riflettere, quindi, che la guida del professionista resti determinante per l’acquisizione di conoscenze sul tema salute e benessere e che la televisione ed internet si contendano il titolo di fonte privilegiata immediatamente dopo quella del medico.
Si è parlato anche di insetti quale cibo del futuro. 

“Si prevede che la popolazione mondiale passerà dagli attuali 7 miliardi di individui ad oltre 9 miliardi nel 2050 e, per quella data, stime FAO prevedono un aumento della domanda dei prodotti di origine animale pari al 50%. In questo contesto, molte specie di insetti possono essere considerati come candidati idonei per fornire proteine animali sostenibili. Più di 2mila specie di insetti sono consumati in molte parti del mondo non solo per il loro valore nutritivo ma anche per il loro gusto. Tuttavia, la predisposizione al consumo di tali risorse in molti Paesi occidentali rimane uno dei maggiori ostacoli all’adozione degli insetti come fonti di proteine”, ha spiegato Antonella Baldi del dipartimento di scienze veterinarie per la salute, la produzione animale e la sicurezza alimentare dell’Università degli studi di Milano.

E per una sana nutrizione dei bambini?

Non si sono dimenticati i più piccoli, tant’è che alla due giorni milanesi si è parlato di nutrizione pediatrica, in collaborazione con la Società italiana di nutrizione pediatrica (Sinupe), con Marcello Giovannini, professore emerito di pediatria all’Università degli studi di Milano e Presidente della European Academy of Nutritional Sciences che dice “A garanzia della sicurezza alimentare, gli alimenti per l’infanzia non possono contenere pesticidi, additivi, coloranti ed i limiti imposti per questi alimenti, relativamente ad esempio ai nitrati, micotossine, metilmercurio sono significativamente inferiori rispetto a quelli imposti per l’adulto, dopo l’introduzione dei complementary foods nel primo-secondo anno di vita, si registra un significativo incremento dell’intake proteico. Diventa allora cruciale il tipo di latte che accompagna gli alimenti solidi: sì al latte materno e, quando non è possibile, sì ai latti formulati a basso apporto proteico; sì anche alle fortificazione di formule e di baby food con ferro. Nei primi anni di vita il latte vaccino non è raccomandato, soprattutto se a ridotto contenuto di grassi”.

E, visto che c’è bisogno di comunicatori più che corretti, conoscitori di ciò che parlano, gli organizzatori di Nutrimi hanno voluto assegnare riconoscimenti ad aziende e professionisti come Dietor  per la migliore innovazione nutrizionale con la linea completa di dolcificanti a zero calorie My Dietor e My Dietor Cuor di Stevia; per la migliore comunicazione nutrizionale a Rio Mare, brand impegnato nell’adottare una corretta informazione verso la classe dei professionisti della salute. Invece a Marina Montagnani Marelli è stato assegnato il premio di Professionista della Nutrizione 2016 per il lavoro di ricerca scientifico sulla vitamina E presentato a Nutrimi e, infine, il premio giornalistico Divulgascience ad Antonella De Minico, per la capacità di divulgare con professionalità l’informazione scientifica al grande pubblico.

Maria Michele Pizzillo
Newsfood.com

Leggi Anche
Scrivi un commento