Nuove regole per la sicurezza alimentare

La sala delle Colonne di Palazzo Giureconsulti lo scorso 30 novembre ha ospitato il convegno “La tutela della salute come valore di impresa”, il coordinatore scientifico dell’incontro professor
Maurizio Podico, biologo, docente presso l’Università degli studi di Parma e componente del Comitato Scientifico TIFQ, interpellato sulla recente approvazione del decreto legislativo 193
che attua la direttiva 2004/41/CE sottolinea: “Spero che in breve tempo il legislatore emetta circolari chiarificatrici, in modo da conoscere con certezza come dovrà comportarsi colui
che fino al 6 novembre deteneva l’autorizzazione sanitaria e ora si trova a fronteggiare il nuovo istituto della DIA, la Dichiarazione di Inizio Attività, senza aver modificato la
propria impresa alimentare. Ritengo, inoltre, che il decreto legislativo 193 sancisca la fine del regime transitorio del vecchio “Command and Control” che fissava rigidi e specifici requisiti
operativi indiscutibili e obbligatori. Con la nuova norma si intravede da una parte una maggior elasticità abbinata ad una maggior responsabilità nella gestione, consapevole e
qualificata, da parte degli imprenditori”.

Uno dei punti salienti del decreto legislativo 193 risiede nell’abrogazione dell’istituto dell’autorizzazione sanitaria. In passato, chiunque avesse voluto aprire una attività legata al
settore agro-alimentare era tenuto a ottenere la conformità della struttura tramite il consenso favorevole della Asl. Ovvero, avrebbe dovuto richiedere una “lettura critica” di ambienti
e tecnologie per poi ottenere una “attestazione” che confermava inequivocabilmente la conformità ai dettati d’igiene.
Con il nuovo decreto questa prassi è decaduta in quanto formalizza l’abolizione dell’art. 2 della legge 283 del 1962. Dal 6 novembre infatti il legislatore richiede agli operatori del
settore di emettere una “Dichiarazione di Inizio Attività”, DIA, dove si affermi che la struttura, gli ambienti e le tecnologie siano a norma. In questo modo, i controlli da parte delle
autorità preposte non sono più obbligatori, anche se idealmente potrebbero esserci in qualunque momento. Quindi, appare evidente la volontà del legislatore di incrementare
pesantemente la responsabilità dell’imprenditore.
Lo scenario giurisprudenziale in cui il decreto legislativo 193 si inserisce è quello occupato in precedenza dal regolamento della Comunità Europea numero 852 del 2004. A questo
regolamento il legislatore italiano ha aggiunto alcune linee guida applicative introducendo il concetto della Dichiarazione di Inizio Attività.
In secondo luogo il decreto 193 va operativamente a sanzionare coloro che non effettuano le DIA o coloro che, non dovendo, non provvedono ad aggiornarla.
La legge 852 e il decreto legislativo 193 sono disposizioni normative la cui modalità di applicazione necessiterà, nella parte di reale applicazione, di tempi lunghi per il loro
completo recepimento.

Riccardo Giambelli, direttore del TIFQ (l’Istituto per la qualità igienica delle tecnologie alimentari) ente promosso da Assofoodtec, durante l’assise ha parlato della “Attestazione
igienica delle attrezzature dei materiali come un importante supporto per le imprese alimentari”.
Un intervento, quello di Giambelli, che ha preso il via sull’onda lunga della recente approvazione del decreto legislativo 193 del 6 novembre 2007, che attua la direttiva 2004/41/CE relativa ai
controlli in materia di sicurezza alimentare e applicazione dei regolamenti comunitari nel medesimo settore.
Il decreto legislativo 193 elimina le norme, o parti di esse, ancora esistenti relative a direttive europee già abrogate da precedenti regolamenti o decreti e fissa l’immediata
erogazione di sanzioni amministrative (sino a 9000 euro per ogni non conformità) agli operatori di aziende agro-alimentari la cui condotta non risulta essere conforme ai principi di
igiene.
Durante l’incontro, il direttore del TIFQ ha parlato dei settori di interesse del suo ente: le tecnologie alimentari delle attrezzature e dei processi, le tecnologie usate per il
confezionamento e l’imballaggio dei cibi e gli impianti usati per la conduzione dell’acqua destinata al consumo alimentare. In merito a questo parametro i materiali e gli oggetti che
trasportano gli alimenti o i liquidi non devono in alcun modo trasferire agli stessi sostanze che potrebbero costituire un pericolo per la salute umana, oltre a non modificarne la composizione
chimico-fisica e a rispettarne le caratteristiche organolettiche.
Nel suo intervento, Giambelli ha ricordato inoltre il concetto di igienicità, inteso come un nuovo strumento per le imprese. Uno strumento in grado di assicurare che gli alimenti e
l’acqua destinata al consumo umano siano stati processati all’interno di impianti e da apparecchiature conformi e igienicamente idonee. Cioè detengano requisiti peculiari come la
rintracciabilità, la conformità normativa e la qualificazione igienico-sanitaria dei materiali e dei componenti utilizzati in contatto con i cibi.
Giambelli ha quindi sostenuto l’importanza della creazione di un “sistema di qualità igienica”, recepito come elemento qualificante per l’intera filiera agro-alimentare e presupposto che
tuteli la competitività di questo settore in Italia e all’estero.
Per conseguire gli obiettivi preposti, TIFQ opera attraverso la verifica della applicazione normativa e attraverso strumenti propri quali “Linee guida” o “Manuali di buona prassi igienica” e
“Regolamenti settoriali”. Vengono anche stilate specifiche check list di controllo, prima di rilasciare l’omologazione di conformità normativa e il rilascio formale del Marchio di
conformità Igienica Tifq per le tecnologie alimentari dei processi, per le attrezzature e le tecnologie dell’acqua potabile.

Il TIFQ ha colto questa importante occasione divulgativa per presentare la proposta che possa maggiormente tutelare la competitività di prodotti conformi alle normative e tutelare le
aziende che hanno ottenuto una verifica di parte terza.
Il Tifq propone quindi la costituzione di un albo dedicato alle imprese verificate da una terza parte. Albo che comprenda le aziende detentrici della totale conformità ai requisiti posti
dalle normative, oltre a dare garanzia del mantenimento nel tempo della conformità e della attestazione.

Ancora una volta TIFQ è il partner ideale per l’attestazione di conformità delle tecnologie di processo

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