FREE REAL TIME DAILY NEWS

Norme di galateo per il pranzo da spiaggia

Norme di galateo per il pranzo da spiaggia

By Redazione

Con l’estate si va in spiaggia. E, tra nuotate e castelli di sabbia, capiterà prima o poi di mangiare. Spesso, però, il momento dell’alimentazione diventa un percorso ad ostacoli,
con figuracce e “cafonate” pronte a colpire l’indifeso villeggiante.

Se allora volete evitare problemi, provate “Quando lo stile va (purtroppo) in vacanza”, scritto da i Tommaso de Mottoni y Palacios ed edito da Giovane Holden.

Il volume è sia racconto biografico che manuale di sopravvivenza (e di buon gusto).

Il lettore può così limitarsi al racconto delle esperienze vacanziere dello scrittore: una somma del modo di agire dei villeggianti del Belpaese, dagli usi più
convenzionali ai costumi più strani. Il tutto condito da una buona dose di autoironia e dal distacco, strumento fondamentale per cogliere dettagli o sfumature. Si hanno così una
serie di quadretti, garbati ma divertenti, meritevoli almeno di un ‘occhiata.

Oppure, si può prendere in esame la parte “manualistica”, diverse sezioni che fanno da cartina stradale completa, dall’inizio alla fine del periodo di villeggiatura.

Si apre così con qualche nozione generale. Ad esempio, non è necessario andare troppo lontano per prendere una pausa dalla quotidianità. Oppure, i mezzi di trasporto vanno
considerati un male necessario: bisogna sopportarli, cercando di di resistere all’assalto (verbale) dei passeggeri e/o compagni di viaggio. E poi, la corposa sezione sul menù in
spiaggia.

In primis, da evitare l’effetto “accampamento di profughi”: no a per cuocere/riscaldare vivande, zuppiere colme di polpette, tinozze col cocomero. L’obiettivo è cercare di essere
discreti, evitando d’importunare i vicini.

Attenzione anche alla scelta delle pietanze. Il criterio-base è l’uso di porzioni singole, facilmente trasportabili e che non necessitano salse, intingoli o condimenti. Se invece non si
vuole rinunciare a determinati alimenti (come angurie e cocomeri) è buona norma tagliarli prima ed averli già tocchetti.

No gli alcolici, tranne il vino, che deve essere trattato come occasione speciale. Anche per questo i bicchieri devono essere di vetro. Infatti, spiega de Mottoni, “Chi li usa di plastica
dicendo che sono più pratici cerca solo una scusa. Basta organizzarsi un poco per concedersi un piccolo lusso. Certo se a mangiare sono fino a quattro persone, altrimenti è meglio
andare al bar della spiaggia per il brindisi estivo”.

In generale, “Allestire bene la tavola è un po’ come salare il cibo in modo giusto. Dal punto di vista del galateo gli accorgimenti estetici aiutano a gustare di più il pasto
perché eleganza e comodità finiscono col coincidere”.

Infine, l’appendice-enciclopedia. Il testo chiude così con una Encyclopédie del viaggiatore, con una serie di voci inedite che approfondiscono temi già sorvolati.

Dalla A di aeroporto (in cui si intima al viaggiatore sprovveduto di pagare la sovra tassa per l’eventuale peso in eccesso del bagaglio, evitando la scena agghiacciante di disfare la valigia al
check – in, nel tentativo di alleggerirla) alla Z di zittire, passando per cartoline sgradite, mance inopportune, souvenir vendicativi. Il tutto con un linguaggio chiaro, garbato ma non privo
di contenuti affilati.

Tommaso de Mottoni y Palacios, “Quando lo stile va (purtroppo) in vacanza”, Giovane Holden Edizioni, 120 pp., 10 Euro

Matteo Clerici

ATTENZIONE: l’articolo qui riportato è frutto di ricerca ed elaborazione di notizie pubblicate sul web e/o pervenute. L’autore, la redazione e la proprietà, non
necessariamente avallano il pensiero e la validità di quanto pubblicato. Declinando ogni responsabilità su quanto riportato, invitano il lettore a una verifica, presso le fonti
accreditate e/o aventi titolo.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: