Non si gioca con la sicurezza sul lavoro

Nel periodo tra agosto 2006 e dicembre 2007, l’applicazione delle «Misure urgenti per il contrasto al lavoro nero e per la promozione della sicurezza sui luoghi di lavoro», ha
portato alla sospensione di 1160 aziende di comparti vari e di 3052 cantieri edili.

Lo ha dichiarato il ministro del Lavoro, Cesare Damiano, illustrando, nel corso di una conferenza stampa, i dati relativi ai controlli svolti nel periodo dal ministero stesso, dal Comando
Carabinieri per la tutela del lavoro e dagli enti previdenziali (Enpals, Inail, Inps).

I dati complessivi, ai quali si aggiungono quelli relativi alla Regione Sicilia, evidenziano nel confronto 2006-2007, un aumento della scoperta di lavoratori irregolari del 45,95 per cento, un
aumento della scoperta di aziende irregolari del 20,44 per cento dei lavoratori totalmente in nero del 12,84 per cento, del numero delle aziende ispezionate del 17,92 e del recupero di
contributi e premi inevasi del 22,90 per cento.
Nel periodo considerato, ha spiegato Damiano, i lavoratori emersi dal «nero» in edilizia sono stati 206.221, di cui (dati Inail) 91.161 italiani e 115.060 stranieri; tra questi il
nucleo più numeroso è quello dei romeni: 69.759. I cantieri ispezionati sono stati 37.129, ci cui 33.470 hanno evidenziato irregolarità.
Da agosto 2006 a dicembre 2007, a seguito dell’applicazione delle nuove norme, si è registrato nel comparto un aumento di 74.654 lavoratori; l’incremento dei contributi riscossi è
stato di 34,740 milioni di euro.
Il totale delle sanzioni amministrative irrogate ammonta a 54,352 milioni di euro e quelle penali a 22.411 milioni di euro.

Nei settori non edili, la maggior parte dei provvedimenti è stata irrogata a carico di pubblici esercizi; seguono, nella classifica, il commercio l’industria, l’artigianato,
l’agricoltura e i servizi. In agricoltura, 127.245 rapporti di lavoro sono stati annullati in quanto fittizi.
Nel 2007, infine, sono stati emessi 1.346.331 documenti unici di regolarità contributiva (DURC).

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