«Non sacrificare Malpensa, non svendere Alitalia»

Milano, 10 Dicembre 2007 – «Il piano presentato da Air France è inaccettabile perché ricalca quello presentato da Alitalia lo scorso 30 agosto che riduce gravemente
il ruolo di Malpensa: è pertanto inaccettabile non solo per la Lombardia, ma per l’Italia; quello di Air One, invece, è interessante, ma andrebbe rafforzato».

Lo ha dichiarato il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, intervenendo oggi alla conferenza stampa congiunta Istituzioni-Forze Sociali che si è svolta nella sede del
Comune di Milano.
Formigoni ha anche spiegato che ribadirà queste cose a Jean-Cyril Spinetta (Air France) e Carlo Toto (Air One) che ha in programma di ricevere, separatamente, tra domani e dopo.
Nella conferenza stampa è stato presentato un documento congiunto imperniato su questi stessi concetti dal titolo: «Non sacrificare Malpensa, non svendere Alitalia», firmato
da tutto il sistema istituzionale e da tutte le rappresentanze sociali della Lombardia (Roberto Formigoni, presidente Regione Lombardia, Filippo Penati, presidente Provincia di Milano, Letizia
Moratti, sindaco di Milano, Carlo Sangalli, presidente CCIAA Milano, Giuseppe Fontana, presidente Confindustria Lombardia, Diana Bracco, presidente Assolombarda, Susanna Camusso, segretario
regionale CGIL Lombardia, Carlo Borio, segretario regionale CISL Lombardia, Walter Galbusera, segretario regionale UIL Lombardia).
«E’ un documento forte e unanime – ha aggiunto Formigoni – in difesa di Malpensa, dei cittadini-utenti e del sistema Paese.
Tutta l’Italia sarebbe indebolita se si indebolisse Malpensa».

Questo il testo del documento.

«Il sistema istituzionale e delle rappresentanze economiche e sociali lombarde, in diverse occasioni e in più sedi, si è espresso nei mesi scorsi con voce unanime a sostegno
dell’aeroporto hub di Malpensa, in considerazione del suo valore strategico per migliorare la competitività di tutto il Paese.

A tale riguardo, nei vari documenti sottoscritti, ha più volte espresso la volontà di giudicare le proposte dei possibili acquirenti di Alitalia – nella convinzione della
utilità di continuare a disporre di una compagnia nazionale di riferimento
– sulla base dei piani industriali presentati e della loro maggiore o minore credibilità nel sostenere e incrementare lo sviluppo di Malpensa.

Oggi, di fronte alla presentazione delle offerte per l’acquisizione di Alitalia e nell’imminenza della decisione del CdA dell’azienda e del Governo relativamente al partner unico con cui
proseguire la trattativa di vendita, esprimiamo le seguenti considerazioni:

1. Dal comunicato ufficiale Air France-Klm che ha accompagnato la presentazione della proposta di acquisto emerge con chiarezza che il Piano industriale è «in linea con i principi
fondatori del piano di sopravvivenza e transizione elaborato dal presidente Prato» prevedendo l’inserimento nel sistema hub di Air France – Klm solo di Roma-Fiumicino e riservando per
l’aeroporto di Malpensa un allarmante quanto inaccettabile ridimensionamento. Per queste ragioni il Piano di Air France configura un progressivo, inesorabile ridimensionamento di Malpensa fino
a snaturarne le caratteristiche di aeroporto hub per le quali è stato realizzato e quindi è allo stato non accoglibile

2. Il comunicato di AirOne sul piano industriale riconosce la necessità di servire il mercato del Nord e propone una equa ripartizione dei collegamenti intercontinentali diretti tra gli
scali di Fiumicino e Malpensa. In questo senso è certamente preferibile anche se non completamente in linea con i dati di mercato che evidenziano come il traffico passeggeri sia
già per il 70% collocato nel Nord Italia, bacino di cui si prevede il raddoppio nei prossimi quindici anni.

3. L’investimento sull’aeroporto di Malpensa come hub è stato sostenuto con forti contributi pubblici: oltre 1,34 miliardi di euro per la sola infrastruttura aeroportuale e molti di
più per le opere di accessibilità. Tale investimento, voluto da tutto il Paese, è tutt’ora in corso, con il paradosso che il completamento avverrà proprio in
coincidenza con l’annunciato ridimensionamento dello scalo.

4. Gli effetti di un ridimensionamento come quello che si profila sarebbero gravissimi dal punto di vista socio-economico e occupazionale, con una perdita per l’economia stimabile in 15
miliardi di euro e con la messa a rischio di migliaia di posti di lavoro diretti e nell’indotto.

Per tutte queste ragioni i rappresentanti delle istituzioni e del mondo sociale ed economico lombardo:

– rappresentano la loro più viva preoccupazione rispetto alle scelte che si vanno prefigurando

– chiedono ai competitors di rivedere i piani industriali alla luce delle considerazioni sopra esposte

– invitano Alitalia ad optare per il piano industriale più in linea con il mercato e quindi favorevole a Malpensa

– chiedono al Governo di esprimersi con chiarezza in ordine alla propria volontà come azionista e come responsabile delle scelte di politica del trasporto aereo del Paese».

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