Non perdetevi in un bicchier d’acqua

Non perdetevi in un bicchier d’acqua

Nonostante sia l’alimento principe della dieta umana, indispensabile per la sopravvivenza, l’acqua rimane un mistero. La sua importanza alimentare, per quanto non discutibile, è circondata
da un misto di leggende, mezze verità e falsità palesi.

Partiamo da un dato di fatto medico: secondo la Food Standards Agency britannica, per stare bene dobbiamo ingerire dai sei agli 8 bicchieri (1,2 litri) di liquidi, che il corpo utilizzerà
in vari modi, dalla termoregolazione alla difesa della spina dorsale, fino al benessere del cervello.

Bisogna notare che il termine liquido, fisiologicamente parlando, è generico: te, caffè, succhi, bevande lisce o gasate, alcool (fino ad un certo punto), tutto entra nella lista dei
possibili fornitori di tali sostanze.

Inoltre, anche alcuni cibi procurano liquidi: l’anguria contiene 185 ml di fluido ogni 200 grammi, mentre la banana media dà 75 ml su 100 grammi.

La comunità scientifica afferma come non esistano al momento prove convincenti che bere grandi quantità d’acqua oltre le necessita fisiologiche migliori la funzionalità dei
reni, renda la pelle più giovane liscia e morbida o aiuti nel seguire una dieta.

Gli esperti sottolineano, inoltre, come non sempre rispondere alle necessità apparenti del corpo sui liquidi sia il miglior modo per stare in salute: la dimostrazione più evidente
è quella dei maratoneti dilettanti che bevono il più possibile durante la marcia, mettendo a rischio, anche seriamente, la propria salute.

Spiega Jane Griffin, dietista dello sport: «Ci sono stati alcuni incidenti con maratoneti dilettanti morti per aver bevuto troppa acqua durante una competizione; questo comportamento
può far scendere a livelli critici il sodio presente nel corpo. L’opzione migliore è dissetarsi con una bevanda isotonica, perché fornisce sodio».

Detto in parole povere, se non siete fortemente assetati non vi sentite obbligati a bere.

Gli esperti sottolineano che ritenere la sete un sintomo di disidratazione avvenuta è una leggenda metropolitana; i reali problemi toccano i più giovani ed i più
anziani.

Particolare attenzione va data ad i bambini nell’età della crescita, particolarmente suscettibili al riscaldamento e alla disidratazione, poiché sudano meno e nell’eccitazione del
momento spesso dimenticano di chiedere da bere.

La nutrizionista sportiva Anita Bean stima che un bambino, durante un’ora d’attività fisica moderata, consumi in media 350-700 ml di fluidi corporei; così, per evitare
inconvenienti, i giovani dovrebbero bere circa 100 ml per ora d’attività fisica.

Riguardo agli anziani, il consumo di tè con latte (oltre a fornire utili sostanze nutritive) può aiutare la combattere la diminuzione di sensibilità alla sete, che aumenta
con il passare degli anni.

Finora, può sembrare che l’acqua sia a metà tra un pericolo ed una sgradevole necessità, ma esistono buoni motivi per preferirla rispetto ad altre bevande.

Prima e (forse) più importante ragione, questo liquido non fornisce calorie addizionali.

I nutrizionisti hanno calcolato come in America (Paese leader delle mode alimentari) più di un quinto dell’apporto calorico arrivi dalle bevande; sostituire almeno qualche caffè con
un bicchiere d’acqua, quindi, aiuta ad evitare l’accumulo di peso.

L’acqua è anche priva di grassi, zuccheri e caffeina, oltre ad essere generalmente più conveniente economicamente.

In conclusione, non si è certo obbligati a prosciugare una piscina al giorno, ma ci sono dei buoni motivi per spingere a fare dell’acqua il liquido più bevuto.

Matteo Clerici

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