La cannuccia salvavita: acqua sempre pulita con Water LifeStraw

La cannuccia salvavita: acqua sempre pulita con Water LifeStraw

La sfida di una piccola cannuccia ad alcuni grandi mali del mondo.

In numerose zone del mondo, l’acqua più che un bene indispensabile è un pericolo.

Zanzare, scarichi non depurati, residui animali ed altro rendono tale liquido una trappola mortale per i disperati bisognosi di dissetarsi: secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale della
Sanità, circa un miliardo di persone non ha accesso ha fonti sicure; di queste, 6000 muoiono uccise da malattie derivate da acqua marcia o inquinata.

Per combattere tale problema l’azienda danese Vestergaard ha progettato Lifestraw.

In parole povere, il ritrovato è una cannuccia di piccole dimensioni, dotata di sette livelli di filtraggio, alcuni di tipo chimico, altri di tipo meccanico (una sorta di
«griglia» dello spessore 6 micron, 10 volte più sottili di un capello umano).

Le ridotte dimensioni (10 pollici, circa 25 centimetri) ed il poco peso lo rendono facilmente trasportabile. L’oggetto è in grado di filtrare fino a due litri d’acqua al giorno e 700 litri
l’anno. Lifestraw, testato in laboratorio dall’ Università del North Carolina, è stato impiegato sul campo in numerose zone disastrate e colpite da catastrofi naturali: Indonesia
post-tsunami 2006, Uganda durante le guerre civili nel 2007, Myanmar dopo il ciclone che ha colpito il paese nel giugno 2008, dando buona prova della sua efficacia.

Il piccolo depuratore ha dalla sua la semplicità d’uso, (basta inserirlo nell’acqua e bere, come se si bevesse da un normale bicchiere con una normale cannuccia), ed il costo ridotto, 3
dollari (circa 2,28 Euro): tale prezzo di favore è un’iniziativa del creatore, Vestergaard Frandsen, convinto seguace dei principi del capitalismo etico che spera così di favorirne
la diffusione.

Nonostante tutto lo sforzo profuso e le buone intenzioni concretizzate, Lifestraw non è esente da difetti.

In primis, i filtri non sono ancora del tutto affidabili, non riuscendo a difendere da tutti i virus, inclusi quelli della polio e dell’epatite, dal parassita che provoca la giardiasi, e dai
metalli come l’arsenico.

Inoltre, l’acqua ottenuta, per quanto sicura potrebbe essere non troppo invitante.

Ad ammetterlo con onestà è lo stesso Vestergaard Frandsen: durante una prova sul campo in Kenia egli ha dichiarato che l’acqua aveva sì un sapore accettabile, ma l’esperienza
gli ha ricordato il padre, che aveva l’abitudine di bere dalla toilette.

Matteo Clerici

Leggi Anche
Scrivi un commento