Niente birra. La Germania è ormai la terra dello spritz

Niente birra. La Germania è ormai la terra dello spritz

By Redazione

Chi pensa che la Germania sia la terra della birra, è indietro con i tempi. Le bionde di luppolo e malto locali sono state messe in secondo piano da una bevanda arancione, dal gusto
amaro e dal contenuto lievemente alcolico: lo spritz veneto è il nuovo re dell’estate 2010 in Germania.

A dir la verità, i bene informati avevano predetto l’invasione da tempo.

Scriveva infatti nel 2009 il quotidiano Welt: “L’onda dell’Aperol-Sprizz si propaga in tutto il Paese”, propagandata (secondo il giornale) da non meglio precisati baristi arrivati dritti dalle
sponde del Lago di Garda. Grazie alla loro opera, la bevanda aveva messo radici rapidamente, portando “Il valore aggiunto di relax” fornito da questa “Piccola vacanza italiana” e creando
un’aria di di “Dolce Vita a Dortmund, Düsseldorf, Stoccarda, Berlino”.

Ma è nel 2010 che lo spritz rende visibile ed indiscutibile il suo primato.

Dalle zone della movida giovanile, come i locali sulle rive della Sprea, Prenzlauerberg e Kreuzberg, alla tradizionalissima Baviera: ogni tavolino offre il suo spritz, tintinnante di ghiaccio e
illuminato da uno spicchio d’arancia. Ed non mancano gli sperimentatori: i frequentatori dei bar della Porta di Brandeburgo descrivono uno spritz servito con frutti di bosco congelati
all’interno: un matrimonio tra l’aperitivo veneto e il drink estivo più amato dagli inglesi, a base di Pimm’s, ginger ale, menta, cetriolo e frutti a piacere.

Così la Süddeutsche Zeitung riassume la situazione: “Bere spritz è ormai diventato una vera e propria mania, in modo particolare nell’area di Monaco e dintorni, i cui
abitanti si ritengono spesso e volentieri i soli capaci di dettare regole sullo stile di vita italiano: perfino nella Hofbräuhaus (la più antica e famosa birreria della città
e non solo, ndr) ha fatto il suo ingresso l’Aperol…”

Il successo porta con se interrogativi, il primo dei quali, ovviamente, come la bevanda che viene dal Nord-est abbia fatto a mettere in riga non solo le classiche birre, ma anche gli Schorle,
audaci miscugli di vino o succo di mela o altre bevande con acqua minerale.

Secondo gli intenditori, il merito dello spritz quel misto di amaro e dolce che caratterizza lo spritz, e che ha fornito alle avventrici un valido “Pendant femminile” al Campari, il classico
aperitivo alle erbe. Senza contare che quel tocco di arancione “Lo rende anche più bello da vedere”.

Matteo Clerici

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