Germania. Il caldo mette a rischio le Kartoffeln
28 Luglio 2010
In Germania, le patatine fritte sono un elemento fisso della cucina. Lunghe, succose, dorate al punto giusto sono offerte sia dai ristoranti, che dagli imbiss, i chioschi presenti sulle strade.
Nelle città, il loro odore riempie le narici, quasi sempre mischiato a quello di salsicce e cipolle.
Tuttavia, quest’estate, tale alimento potrebbe diventare molto più raro.
Come spiega la Bdv, l’Associazione dei coltivatori, l’ondata di caldo che ha colpito il Paese ha danneggiato le (Kartoffeln, tubero nazionale tedesco), impedendogli di raggiungere la lunghezza
regolare. Le stime parlano di almeno un 30% di patate inferiore a 10 cm di lunghezza e 5 di larghezza, dimensioni classiche delle patatine fritte degne di rispetto. Ed allora il problema
diventa serio per i coltivatori: i loro contratti, firmati prima dell’aumento della temperatura, parlano di produzione e prezzi medi.
Al contrario, il clima porterà (quasi certamente) ad un offerta più bassa della domanda, il che farà salire i prezzi. I coltivatori rischiano così di vendere patate
sotto misura, destinate ad utilizzi meno nobili delle potato-chips e quindi pagate di meno. Quindi, “I coltivatori stanno ora cercando di rinegoziare questi contratti” spiega Verena Telaar,
portavoce Bdv.
L’incertezza colpisce anche i consumatori, che intravedono la possibilità di dover sopportare patatine fritte dalla forma imperfetta, quindi incapaci di stare in piedi una volta nel
piatto.
Matteo Clerici
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